Conviene il P2P Lending? Opinioni, Rischi ✚ 9 cose da sapere assolutamente

Rischi pericoli e vantaggi del P2P Lending

Stai per leggere la mia opinione sul P2P lending. Sono io stesso un investitore in prestiti per to peer, quindi riposo informazioni di prima mano.

Il P2P Lending suona ancora come una novità per le orecchie di moltissimi piccoli investitori in Italia

 

Quando ne parlo spesso mi sento dire che “è rischioso” investire in prestiti…come se gli altri investimenti fossero sicuri

 

Sconosciuto=rischioso?

Troppo facile.

Vieni con me…


I pesci grossi stanno già banchettando

Grossi investitori e aziende stanno già approfittando silenziosamente dei vantaggi di questa “prima fase” di crescita del mercato P2P.

Di fatto molte piccole e medie aziende italiane sono iscritte alla newsletter (+libro) per saperne di più.

P2P Lending opinioni


Rischio a investire in Peer to Peer lending? 

Non risponderò: “dipende”

Qual è la mia opinione sulla sicurezza nel P2P Lending?

Non ci girerò intorno. Promesso.

Anzi, piuttosto dirò qualcosa di molto scomodo, ma con un ragionamento a sostegno della mia tesi.

Cosa penso sia adatto fare con il mio capitale per amministrarlo e farlo crescere?

Questo è ciò che penso io, non è quello che la maggior parte delle persone in generale dovrebbe fare. Ognuno ha un profilo di rischio e lo dovrebbe conoscere con precisione. Come minimo dovrebbe farsi aiutare a definire la sua tolleranza al rischio e alle perdite prima di prendere decisioni d’investimento.

Chi investe in autonomia, fa bene a fare piccole prove per mettersi alla prova, ma deve anche stabilire obiettivi oltraggiosamente grandi a lungo termine.

Si, perché per investire con profitto (nessuno te lo dice) devo essere pronto a incassare anche piccole perdite.

È fisiologico, e più troverò rendimenti alti, più il rischio correlato ad essi sarà probabilmente proporzionale.

Ora andiamo a confrontare vari tipo di rischio investimento col P2P Lending.


Pericolo liquidità

P2P Lending Vs. Cash

Io trovo logico tenere sempre qualcosa in liquidità e immediatamente accessibile.

Questo ho scoperto essere un incubo per alcuni, che se hanno a disposizione 1000€ spendono 1000€ e se ne hanno 9000€ spendono 9000€, e cosi via.

Io non ci credevo, ma ho le prove dirette di amici e conoscenti. Spendono quello che hanno. Punto.

Quindi non per tutti è facile tenere liquidità a disposizione.

La liquidità io tendo a tenerla in luoghi sicuri e a basso costo di manutenzione, come possono essere alcuni conti deposito o alle Poste.

Le condizioni dei conti risparmio/deposito andrebbero studiate con perizia.

Mi spiego meglio.

In alcuni casi, mi vendono un conto deposito che si suppone possa generare addirittura un ritorno da interessi (soliti zerovirgola, non ti illudere..).

Devo accertarmi che i costi fissi in relazione a quanto tengo depositato siano ragionevoli. Se il mio super-conto deposito mi pagasse il 2% annuo di interessi, ma io ho una giacenza media di 2000€ e dei costi fissi + variabili per 300€ all’anno…forse non ha senso quel conto per me.

Alcuni affermati siti di P2P Lending stanno offrendo dei prodotti NON adatti agli spendaccioni di cui sopra.

In che senso?

Nel senso che i soldi sono investiti ma anche disponibili, questo potrebbe indurre in tentazione gli investitori a spendere i soldi investiti.

I soldi spesi NON crescono più. Mai più.

Per questo è meglio che non siano “troppo disponibili” al prelievo, secondo me.

Mintos ha creato “Invest & Access” che mi fa investire in un click (sul serio, non devo fare o sapere niente). L’aggravante è che mi permette di ritirare i soldi investiti (al 12%) quasi immediatamente per riportarli in Italia.

Bondora (dal 2018) ha invece inventato il sistema “go & grow”. Investo in 1 click e il mio denaro investito (al 6,75%) resta sempre tutto immediatamente disponibile al ritiro in Italia.

Con questi due sistemi con 1 click investo e con 1 click riporto i soldi a casa immediatamente. Bellissimo? Si, ma non so se è un bene. I soldi investiti è meglio che non siano troppo accessibili secondo me.


Tornando alla domanda principale.

Cos’è più rischioso, il conto corrente o il P2P Lending?

Senza dubbio il P2P Lending.

Inoltre sul conto corrente c’è la garanzia fino a 100.000€ del fondo interbancario.

Quello che però tengo in mente, è che il conto mi porta costantemente una perdita dovuta all’inflazione, alle tasse e ai costi di gestione.

I rendimenti sono abissalmente diversi.

Un conto deposito ormai non rende più dell’1% netto annuo, il P2P può rendere tra il 5% e il 20% a seconda dello strumento.


Quando investo in immobili

P2P Lending Vs. Immobili

investire-immobili-fighi

Un altro luogo dove tenere/investire i miei soldi può essere in immobili.

Non è sempre un buon momento per investire in immobili e dunque ha senso aspettare il momento giusto o cercare il paese giusto (dove il momento giusto è ora).

Investire in immobili solo perché lo fanno tutti non mi ha mai convinto come ragionamento.

Investire in immobili blocca il capitale per anni e non sempre i rendimenti sono positivi da subito.

Sbagliare anche solo un investimento immobiliare per un piccolo risparmiatore può escluderlo per sempre dal fare profitto da investimenti.

I profitti da investimenti immobiliari e gli stessi prezzi degli immobili non sono affatto storicamente stabili. Io adesso preferisco immobili in crowdfunding (fino al 12-18% annuo).

Cos’è più rischioso dunque, gli immobili a reddito o il P2P Lending?

Direi che sono più sicuri gli immobili, ma per chi è al primo investimento immobiliare della sua vita la possibilità di errore fatale sono altissime.

Per errore fatale intendo un acquisto a debito mal ponderato che blocca il capitale investito e impegna in un debito pluridecennale. La rovina finanziaria di tanti, insomma.


Quanto investire in borsa

P2P Lending Vs. indici azionari/obbligazionari

…tutte domande facili oggi, eh?

Un altro posto dove trovo abbia molto senso tenere dei soldi è il mercato azionario e obbligazionario.

In Italia siamo molto indietro rispetto, ad esempio, agli Stati Uniti, dove investire in borsa è comunissimo per tutte le classi sociali.

Pur è vero che negli USA gli Americani investono storicamente quasi esclusivamente “in casa” e nel loro caso si tratta del mercato più forte del mondo.

 

Ecco quanto ha reso la borsa Americana ultimamente:


rendimento storico sp500

L S&P500 ha generato un rendimento medio intorno all 8% annuo negli ultimi 100 anni Condividi il Tweet

In Europa non è stato così, e la borsa Italiana ha avuto una performance addirittura “da dimenticare” negli ultimi 13 anni.

Investire in ETF ed indici l’ho trovata sempre una buona idea. Quello che non avevo capito subito era come ottimizzare i costi di gestione e la tassazione.

Mi è bastato ri-leggere qualche libro “giusto” e tornare in carreggiata.

 

Cos’è più rischioso dunque, la borsa o il P2P Lending?

Il P2P è troppo recente per poter essere paragonato con gli indici azionari.

I mercati hanno fatto molti  “più morti” finanziari per adesso.

I mercati fluttuano molto di più degli investimenti in prestiti. Perdere temporaneamente o definitivamente in borsa un 30% in un anno non è rarissimo. Nel P2P non è mai successo.

Sono rischi diversi che io assumo volentieri pur di beneficiare dei rendimenti dei migliori P2P.


Vivere (o impazzire) di trading 💥

P2P Lending Vs. Trading online

trading stress rendite passive

Investire in singoli titoli azionari poi per me è stata una passione, anzi, lo è ancora.

Io uso un mix di strategie che partono sempre dalla santa analisi tecnica  e passano poi dal controllo delle più stupide emozioni umane.

Quello che ho cambiato è che ora ho la certezza di NON voler vivere più dai profitti generati dal mio trading perché…ci tengo alla mia salute mentale.

Investire in titoli e cedole azionarie è anch’esso un modo per permettere al mio denaro di generare altri euro senza troppa supervisione.

Quello che è sano è che queste risorse entrano direttamente nelle imprese reali e ne sostengono la crescita. Per questa ragione io mi preoccupo sempre dell’eticità e della sostenibilità delle imprese (e degli indici) in cui investo. Evito fabbricatori di armi, inquinatori seriali e paesi poco democratici (se posso).

Cos’è più rischioso dunque, il trading azionario o il P2P Lending?

Trovo che il trading sia molto più snervante e difficile da comprendere, dunque da amministrare (dal punto di vista del rischio).

Investire in prestiti è molto più comprensibile ed accessibile.


Investire il 50% dei miei asset in P2P lending?

p2p-lending-quanto-investire

La tentazione è forte, ma resisterò.

In fondo è il metodo di investimento che per me oggi ha il miglior rapporto manutenzione/rendimento.

Grazie al fatto di avere un blog e di dovermi documentare nei dettagli pur di non riportare inesattezze, sto sviluppando alcune utili abilità.

Ad oggi, trovo piuttosto facile intercettare le piattaforme giuste, i prestiti giusti e impostare le automazioni in maniera ottimale. Non perché io sia “bravo”, tutt’altro. È solo perché sono ormai addestrato a farlo e sto imparando a leggere i dati e le statistiche più rapidamente di prima.

Torniamo al discorso di quanto investire in P2P lending e immobiliare in crowdfunding.

Nessun investimento altamente rischioso dovrebbe prendere più del 20% del mio capitale. Mai.

Di fatto, non arriverei al 50% in P2P perché non ho ancora uno storico sufficiente per definire il rischio con precisione.


P2P durante una crisi

Il P2P Lending è un settore in evoluzione e espansione rapidissima e non ha (quasi) mai attraversato una crisi economica grave. Per questo il vero test di resilienza avverrà con la prossima crisi se e quando ci sarà.

Nel 2008 esisteva il P2P Zopa in UK, ma non il P2P Lending come lo conosciamo oggi, quindi è difficile fare paragoni sensati. Per la cronaca Zopa se la cavò davvero molto bene nel 2007/2009.

Io ora sento di sapere piuttosto bene come allocare le mie risorse sui vari P2P e quindi raffinandone l’uso mi spingo oltre il 20% comunque con discreta fiducia.

Come e cosa faccio NON è un segreto ed è (quasi) tutto riportato in questo blog.

Pur è vero che il tempo che ho impegnato a capire a fondo il mondo del P2P Lending Europeo sarebbe stato troppo se io avessi voluto investire solo poche migliaia di euro.

…un pò come leggere tutto il “cucchiaio d’argento” per poi fare una pasta al sugo.

Dopo un pò di approfondimenti e centinaia di domande ricevute e risposte sul blog, ho deciso di scrivere il mio “cucchiaio d’argento” è così è nata la mia “Checklist per il P2P” in Italiano.

 

Ad oggi è l’ebook più letto in Italia sul P2P Lending con le risposte che cercavo io stesso quando ho iniziato.


Io per primo investo in prestiti P2P e immobili in crowdfunding online e quindi mi permetto di parlarne Condividi il Tweet

Provo a farlo con cognizione di causa sapendo che chi legge non trova facilmente informazioni online.

Investire solo 50€ in P2P Lending non credo abbia senso. Se tutto va bene quei 50€ potrebbero decuplicare negli anni, ma comunque non cambierebbero il mio destino.

Iniziare anche con soli 50€ quello si che ha un senso, soprattutto nell’ottica di fare un test senza impegnarsi troppo e magari uscire subito dopo se qualcosa non mi piace.

Penso che queste tecnologie si adattino meglio a chi ha voglia di far crescere considerevolmente nel tempo una parte dei propri assets e per i grossi investitori.

Penso che chi ha grosse disponibilità sia il candidato ideale ad investire in prestiti e immobili P2P Condividi il Tweet

Se diversificare è sacrosanto allora investire in prestiti (per di più in epoca di tassi zero) diventa qualcosa di necessario. Così almeno è stato per me.

A questo punto l’errore che potrei compiere è concentrare tutto in una sola piattaforma si social lending.


Rischio Piattaforma nel P2P Lending

Oggi so che è saggio spalmare le risorse su più prestiti, in più paesi con più strumenti.

Le piattaforme di prestiti P2P sono sostanzialmente di due tipi:

 

  • Come Bondora o Flender, che vendono e frazionano i propri prestiti
  • Come Grupeer o Mintos, che gestiscono i prestiti di altre agenzie di credito

Se affondasse una piattaforma Peer to peer lending avrei un problema da affrontare, ma non è assolutamente detto che perderei i soldi. Il debito è normalmente dai “borrowers” verso di me, non verso la piattaforma.

Nel caso di Mintos e Grupeer è ancora meno grave, perché appunto, loro sono solo intermediari.

Mintos pare sia piuttosto collegata a Mogo, Hipocredit e altri due originatori di prestiti.È determinante? Non credo affatto, visti i volumi totali.

I rischi collegati all’investimento in prestiti dovrebbero essere ben compresi e digeriti prima di iniziare, ed ha senso non investire più di quanto non sarei disposto a perdere.

È necessario distinguere poi l’investimento in prestiti e quello in “equity crowdfunding“. Quest’ultimo è estremamente più rischioso del P2P.

 


✅ Perché credo che il P2P sia sostenibile

( e quindi fa parte del mio portafoglio):

 

  1. Non è niente di nuovo e non può sparire all’improvviso. Nel senso che i prestiti esistono da sempre, e hanno generato profitti da millenni, molto prima dell’invenzione del P2P Lending.
  2. I prestiti sono piuttosto stabili. Echeggiano ancora le conseguenze dei mutui sub-prime, ma in realtà nella storia del credito quelli sono stati solo un eccezionale momento di follia speculativa. Alcuni ci hanno guadagnato e molti hanno perso. Bastava essere dal lato dei primi, no? La smettiamo di pensare come degli sfigati che si fanno fregare? Passiamo dal lato di chi ci guadagna con le crisi.
  3. Prestare è stato sostenibile per le banche per millenni. Ora è il mio turno grazie alle tecnologie che lo rendono disponibile a me, cliente “retail”. Io ne approfitterò al massimo finché sarà conveniente.
  4. I maggiori siti di P2P Lending hanno preso le competenze dalle banche. Quindi hanno manager in grado di capire ed amministrare il rischio.
  5. Investendo in prestiti diretti io sono il primo nella catena. Se la piattaforma o l’intermediario fallisce io resto comunque in titolo di riavere i miei soldi per primo (quasi sempre).
  6. Quando investo in immobili in crowdfunding se il prestito non viene onorato l’immobile viene messo in vendita e io sono il primo creditore (first rank mortgage).
  7. Nel P2P è più facile capire se ci stanno retribuendo il rischio adeguatamente. Non è così (per ragioni di complessità) nell’investimento azionario e obbligazionario.
  8. Diversificare mi aiuta. Se ho 10 mila prestiti tutti diversi in molti paesi e di diverso tipo, la possibilità che falliscano tutti è molto bassa.
  9. Normalmente posso vendere i miei prestiti quasi immediatamente e spostarmi su altro. È la prima volta nella storia che si può fare.
  10. È facile raccogliere le informazioni necessarie a valutare il rischio. È possibile dunque non “investire e sperare” ma investire ed aspettarsi un serio ritorno relazionato al rischio.

 

Le banche incassano interessi favolosi ogni anno dal credito al consumo, mutui e carte revolving.

Voglio partecipare anch’io al banchetto ora che posso, ma prendo delle precauzioni.

 


Il conto deposito non è il paradiso. Anzi..

L’inflazione e i tassi bassi erodono il mio capitale. Sempre. Tutti i giorni un pezzettino.

Se pensi che il conto in banca sia sicuro pensaci bene e raccogli informazioni.

Magari chiedi anche ai cittadini di Cipro cosa ne pensano dei sicurissimi conti corrente Europei..ma questa è un’altra storia.

Avere i soldi sul conto equivale ad accettare una perdita costante e sicura. Un investimento con una perdita costante e certa NON è un investimento sicuro Condividi il Tweet

 

investimento sicuro rendite passive

Chi tiene i soldi sul conto fermi pensa di non aver scelto, invece ha optato in maniera decisa per incassare una perdita sicura, ma di questo non ne ha mai la percezione.

Con 1000€ di un anno fa, oggi compri meno beni, e il danno aumenta col passare del tempo.

L’inazione negli investimenti ha un costo devastante.

Non mi stancherò mai di ripeterlo.

Io per me ho scelto solo di documentarmi ed investire con profitto.

 


Ora tocca a te!

Cosa pensi? Ti sei fatto la tua opinione sul P2P lending?

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