Il PIC conviene circa 2 volte su 3, il PAC vince sul controllo del rischio e sulla disciplina. Se hai già una somma disponibile, investirla subito rende in media di più. Se investi dal reddito mese per mese, il PAC è l’unica strada ed è anche la più sostenibile. In questa guida trovi i dati, la mia esperienza reale e un calcolatore per confrontare i due approcci sul tuo caso.
Calcolatore PIC vs PAC
Confronta investimento in unica soluzione e ingresso graduale sulla stessa somma.
Simulazione lorda, senza costi, tasse e inflazione. Liquidità in attesa a rendimento zero. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Cerchi una piattaforma dove fare sia acquisti singoli sia un piano ricorrente sugli stessi ETF? Guarda i piani ricorrenti di Freedom24.
Cosa sono PIC e PAC
Il PIC è un Piano di Investimento di Capitale. Investi tutta la somma in un’unica soluzione, subito.
Il PAC è un Piano di Accumulo del Capitale. Investi un importo fisso a intervalli regolari, di solito ogni mese.
La differenza vera non è tecnica. È la situazione di partenza. Il PIC presuppone una somma già disponibile. Il PAC costruisce il capitale dal reddito, versamento dopo versamento.
PIC vs PAC: il confronto pratico
| PIC | PAC | |
|---|---|---|
| Capitale richiesto | Somma già disponibile | Nessuno, si parte dal reddito |
| Rendimento atteso | Più alto in media | Leggermente più basso |
| Rischio di timing | Alto: un solo giorno di ingresso | Basso: il prezzo si media nel tempo |
| Peso emotivo | Alto all’ingresso | Basso, l’automatismo decide |
| Disciplina richiesta | Nella decisione iniziale | Nella costanza dei versamenti |
| Ideale per chi | Ha ricevuto o accumulato una somma | Investe una parte dello stipendio |
Vantaggi del PIC:
- Tutto il capitale lavora da subito. Massimo tempo nel mercato.
- Rendimento medio più alto nei backtest storici.
- Zero liquidità ferma che perde valore con l’inflazione.
Vantaggi del PAC:
- Elimina la scelta del giorno giusto. Il prezzo medio si costruisce da solo.
- Riduce lo stress nei ribassi: compri di più quando i prezzi scendono.
- Crea disciplina automatica. Investi prima di poter spendere.
Svantaggi ricorrenti:
- PIC: se entri su un massimo, il recupero può richiedere anni. Il rimorso pesa.
- PAC: la liquidità in attesa rende zero. In mercati crescenti perdi rendimento.
- Entrambi: le commissioni per ordine erodono i piccoli versamenti. Verifica i costi del tuo broker nella guida ai migliori PAC.
“Il PIC è solo per chi eredita?” La domanda che conta
No. Il PIC riguarda più persone di quanto sembri. Le occasioni di una somma unica sono frequenti nella vita reale:
- Liquidazione del TFR a fine rapporto o cambio lavoro
- Un’eredità, anche piccola
- La vendita di un immobile o di una quota
- Buoni fruttiferi o libretti postali in scadenza
- Liquidità accumulata sul conto per anni, senza un piano
L’ultimo caso è il più comune. Molti scoprono gli investimenti proprio così: si accorgono di avere una somma ferma e si chiedono cosa farne. Se sei in quella situazione, ho scritto una guida dedicata su come investire 50.000 euro.
A me è successo con dei libretti postali. Li ho liquidati con i mercati sui massimi. La domanda era esattamente questa: tutto subito o un po’ alla volta? Più avanti ti racconto cosa ho scelto e perché.
Quando conviene il PIC e quando il PAC
Il PIC conviene quando:
- Hai una somma disponibile e un orizzonte lungo, sopra i 10 anni
- Reggi emotivamente un ribasso subito dopo l’ingresso
- Non ti serve quella liquidità per spese prevedibili
Il PAC conviene quando:
- Investi dal reddito, mese per mese. Qui il PAC non è una scelta, è l’unica via
- Una perdita immediata sul capitale ti farebbe vendere in panico
- Vuoi togliere il market timing dall’equazione
Nota il punto centrale: se non hai una somma da parte, il dilemma non esiste. Fai un PAC e basta. Il confronto PIC vs PAC ha senso solo davanti a una liquidità già disponibile.
Cosa rende di più secondo i dati
Il PIC batte il PAC circa 2 volte su 3. Lo dice lo studio di Vanguard su dati 1976-2022, calcolati sull’indice MSCI World. Il vantaggio medio del PIC è intorno al 2,3% sul periodo di ingresso.
Il motivo è semplice: i mercati salgono più spesso di quanto scendano. Chi dilaziona compra, in media, a prezzi più alti dopo.
Attento però al falso mito. “Il PAC sottoperforma sempre” è impreciso. Il PAC ha vinto in circa 1 caso su 3, di solito partendo prima di un ribasso: 2000, 2008, inizio 2020. Nessuno sa in anticipo in quale caso si trova. Per questo la scelta resta personale, non matematica.
Fonte: Vanguard Research, Cost averaging: invest now or temporarily hold your cash.
La verità che pochi dicono: il vero nemico è l’attesa
Il divario tra PIC e PAC è piccolo. Il divario tra investire e restare liquidi è enorme. Questo è il dato che conta davvero, e quasi nessuno lo mette al centro.
Lo stesso studio Vanguard lo mostra: sia il PIC sia il PAC battono nettamente il tenere i soldi fermi. La domanda giusta non è “PIC o PAC”. È “quanto tempo sto lasciando questa liquidità a fare niente?”.
Onestà fino in fondo: sono esistiti anche decenni bruciati. L’MSCI World ha reso in media il 7,7% annuo dal 1970 al 2024, ma chi è entrato tutto sui massimi del 2000 ha attraversato due crolli di fila e ha chiuso il decennio 2000-2009 intorno allo zero. La finestra 1998-2007 ha reso appena il 4% annuo, contro il 7,7% di lungo periodo. In quei casi un ingresso graduale avrebbe fatto meglio. Sono l’eccezione, non la regola, ma esistono. Fonte: Renditedreieck MSCI World 1970-2025.
Te lo dico per esperienza diretta. Da giovane, intorno ai vent’anni, la mia perdita più grande non venne dal mercato. Venne dall’indecisione, dall’attesa, dall’insicurezza. Volevo battere il mercato, cercare il momento perfetto, il titolo giusto. La soluzione era molto più noiosa: comprare tutto il mercato e restarci dentro. Come dice John Bogle, non cercare l’ago nel pagliaio. Compra il pagliaio.
La regola pratica: investi tutto quello che puoi investire, appena è disponibile. PIC e PAC sono solo due modi di eseguire questa regola.
La strategia ibrida: il PIC dilazionato
Esiste una terza via: dividere la somma in poche tranche e investirle in pochi mesi. È un PIC dilazionato, o se preferisci un PAC accelerato.
L’ho fatta con i miei libretti postali. Li liquidai con i mercati sui massimi e la paura di entrare tutto in un giorno solo era concreta. Decisi così: 25% del totale al mese, per 4 mesi.
Statisticamente avrei guadagnato di più investendo tutto subito. Lo sapevo anche allora. Ma quella scelta mi tolse lo stress di dover indovinare il giorno preciso, e il rischio vero per me non era il mercato. Era il rimorso, che ti porta a vendere nel momento sbagliato.
Feci bene: portai a termine il piano senza ripensamenti. La strategia migliore sulla carta non serve a niente se poi non riesci a eseguirla. Quella che esegui fino in fondo, sì.
Come impostarla:
- Dividi la somma in 3-6 tranche uguali
- Fissa le date in anticipo, una al mese
- Esegui alle date decise, senza guardare i prezzi
Oltre il PAC classico: il value averaging
Esistono varianti evolute del PAC. La più nota è il value averaging: versi di più quando il mercato scende e meno quando sale, per far crescere il portafoglio di un importo costante.
Due avvertenze oneste. Primo: nessun broker lo automatizza, lo gestisci tu a mano. Secondo: richiede liquidità di riserva sempre pronta, che nel frattempo non rende.
Io applico una versione semplificata da anni. All’inizio non ero disciplinato: anticipavo troppo, o aspettavo troppo, e il mercato risaliva senza di me. Oggi funziona perché la regola è fissata prima: se l’indice fa -20%, compro una cifra che ho già deciso. E lo faccio e basta, senza discutere con me stesso.
Se non hai questa disciplina, lascia stare le varianti. Il PAC semplice e automatico batte qualsiasi strategia sofisticata eseguita male.
Simulazione reale: 50.000 euro su MSCI World
Prendiamo un caso concreto: hai 50.000 euro disponibili. È la cifra tipica di una liquidazione, una piccola eredità o anni di risparmi fermi. Ne ho parlato nella guida su come investire 50.000 euro.
Rendimento storico medio dell’azionario globale: 7% annuo. Tre modi di entrare:
- PIC: tutto subito
- PAC da 2.000 euro al mese: ingresso completato in 25 mesi
- PAC da 1.000 euro al mese: ingresso completato in 50 mesi
| Orizzonte | PIC | PAC 2.000 €/mese | PAC 1.000 €/mese |
|---|---|---|---|
| 10 anni | 98.400 € | 91.500 € | 85.500 € |
| 20 anni | 193.500 € | 180.000 € | 168.100 € |
| 30 anni | 380.600 € | 354.000 € | 330.700 € |
Valori lordi, senza costi, tasse e inflazione. Liquidità in attesa a rendimento zero.
La lezione è doppia. Primo: il PIC vince, in media. Secondo, e più importante: più allunghi la dilazione, più rendimento lasci sul tavolo. A 20 anni, la differenza tra entrare subito e diluire su 50 mesi vale circa 25.000 euro. La dilazione è un costo che paghi per dormire meglio. Va bene pagarlo, ma sapendo quanto costa.
Vuoi provare con i tuoi numeri? Usa il calcolatore a inizio pagina.
100.000 euro a confronto: PIC, PAC, conto deposito o fermi
Allarghiamo il confronto. Stessi 100.000 euro, 20 anni, quattro destinazioni diverse. È qui che le proporzioni diventano chiare.
Il conto deposito ha un ruolo, ma non è questo. Serve per il fondo di emergenza e per la liquidità a breve, non per il capitale di lungo periodo. Ho confrontato i rendimenti reali nella comparativa dei migliori conti deposito.
E i 100.000 fermi sul conto sono il vero caso peggiore: nominalmente intatti, ma con il potere d’acquisto eroso anno dopo anno dall’inflazione.
Psicologia dell’investitore: come non sabotarsi
La finanza personale è più personale che finanza. I numeri dicono PIC, ma i numeri non vendono in panico. Le persone sì.
Il dollar cost averaging del PAC è prima di tutto uno scudo emotivo. Compri ogni mese, in automatico, e togli a te stesso la decisione. Quando il mercato scende, il versamento compra più quote. Il ribasso smette di essere solo una minaccia e diventa anche un’occasione.
Tre regole che uso per mantenere la disciplina:
- Automatizza tutto. La forza di volontà finisce, l’addebito automatico no.
- Decidi le regole prima, quando sei lucido. Poi eseguile senza rinegoziare.
- Non guardare il portafoglio ogni giorno. Una volta al mese basta.
Il panic selling si previene a monte, con un piano scritto, non a valle con il coraggio del momento. Se un ribasso del 30% ti farebbe vendere tutto, riduci la quota azionaria oggi, non durante il crollo.
Dove fare un PIC o un PAC in ETF
La scelta del broker dipende da come investi. Qui il quadro sintetico, l’analisi completa con costi e condizioni è nella guida ai migliori piani di accumulo.
| Broker | Punto di forza | Tasse | Ideale per chi |
|---|---|---|---|
| Fineco Replay | Banca italiana, PAC solido e collaudato | Sostituto d’imposta | Investe 150 €+ al mese e vuole zero pensieri fiscali |
| Scalable Capital | PAC a zero costi da 1 € | Regime dichiarativo | Investe meno di 150 € al mese |
| Trade Republic | PAC a zero costi, tasse automatiche | Sostituto d’imposta | Vuole zero costi e zero adempimenti |
| Freedom24 | PIC e PAC sulla stessa piattaforma, più opzioni, bond e mercati USA | Regime dichiarativo | Fa la strategia mista e vuole anche strumenti avanzati |
Se fai solo un PAC semplice ed economico, Fineco, Scalable e Trade Republic restano i riferimenti. Ognuno vince sul suo profilo, come spiego nella comparativa dedicata.
I piani ricorrenti di Freedom24
Su Freedom24 vale una nota in più, perché i piani ricorrenti sono la novità 2026 della piattaforma. Le condizioni comunicate dal broker:
- 0% di commissioni sugli acquisti ricorrenti di ETF e azioni selezionati
- 0% di commissioni sui versamenti con carta collegati al piano
- Acquisti automatici ogni lunedì oppure il 1° di ogni mese
- Piano disattivabile in qualsiasi momento
- Attivazione da web nella sezione Capitale, voce Ricorrenti, o da app: Menu, Richieste, Capitale, Ricorrenti
Due cautele da parte mia. La lista degli strumenti “selezionati” va verificata prima di impostare il piano. E il servizio è appena nato, quindi senza storico: per il PAC puro i tre broker sopra restano più collaudati.
Il senso di Freedom24 è un altro: la strategia mista di questa guida. Acquisti singoli e piano ricorrente sugli stessi ETF, più opzioni, obbligazioni e accesso diretto ai mercati USA. Ho analizzato costi e conto nella recensione completa di Freedom24, le condizioni dei piani ricorrenti sono sul sito ufficiale.
Come avviare un piano: guida operativa
Checklist prima di partire:
- Fondo di emergenza già pronto, 3-6 mesi di spese su un conto liquido
- Orizzonte definito: sotto i 5 anni l’azionario è rischioso
- Nessun debito caro da estinguere prima
Scelta dello strumento:
- Un ETF azionario globale copre già tutto: MSCI World o FTSE All-World
- TER sotto lo 0,30%, replica fisica, classe ad accumulazione
- Dimensione del fondo sopra i 500 milioni di euro
Impostazione del piano:
- PAC: scegli un importo che reggi anche nei mesi difficili. Meglio 200 € costanti che 500 € a singhiozzo
- PIC: se la somma ti pesa, usa la dilazione in 3-6 tranche a date fisse
- In entrambi i casi: automatizza e non toccare
Domande frequenti su PIC e PAC
Che differenza c’è tra PIC e PAC?
Il PIC investe tutta la somma in una volta. Il PAC investe importi fissi a intervalli regolari. Il PIC richiede capitale già disponibile, il PAC si costruisce dal reddito.
Cosa significa PIC in banca?
PIC sta per Piano di Investimento di Capitale. In banca indica la sottoscrizione di un fondo o ETF con un versamento unico, invece che con versamenti periodici.
Come funziona un PIC?
Scegli lo strumento, di solito un ETF o un fondo, e investi l’intera somma in un’unica operazione. Da quel momento tutto il capitale segue il mercato.
Quanto rende un PIC?
Dipende dallo strumento e dall’orizzonte. Su un ETF azionario globale, la media storica è intorno al 7% annuo lordo. Nei backtest il PIC ha reso in media il 2,3% in più del PAC sul periodo di ingresso.
Meglio PIC o PAC con i mercati ai massimi?
Statisticamente il PIC resta favorito anche sui massimi, perché i mercati fanno nuovi massimi di continuo. Ma i decenni difficili esistono: chi entrò tutto nel 2000 chiuse dieci anni intorno allo zero. Se il timore ti blocca, la dilazione in 3-6 tranche a date fisse è un compromesso ragionevole. L’importante è non restare fermi in attesa del ribasso perfetto.
Il PAC sottoperforma sempre il PIC?
No. Il PAC ha reso di più in circa 1 caso su 3, tipicamente quando l’ingresso precedeva un ribasso: 2000, 2008, inizio 2020. In media però il PIC vince, perché i mercati salgono più spesso di quanto scendano.
PIC o PAC: come scegliere il tuo approccio
Riassunto operativo in quattro righe.
- Non hai una somma da parte: PAC, senza dubbi. Parti dalla guida ai migliori PAC.
- Hai una somma e reggi la volatilità: PIC. In media rende di più.
- Hai una somma ma il timing ti blocca: dilazione in 3-6 tranche a date fisse. L’ho fatto anche io e ha funzionato.
- In ogni caso: il nemico non è la strategia sbagliata. È la liquidità ferma in attesa del momento perfetto.
Ultima cosa. Questa guida racconta la mia esperienza e i dati che ho verificato. Non è una consulenza personalizzata: per decisioni importanti sul tuo patrimonio, valuta un consulente indipendente.


