Aggiornato il 15 Ottobre 2026
Quali sono i migliori BTP da comprare oggi, quanto rendono davvero al netto di tasse e bollo, e come scegliere fra decine di titoli senza cadere nella trappola della cedola alta. Investo in proprio dal 2006 e ti dico anche perché, pur con i rendimenti tornati interessanti, io sui BTP resto prudente.
I migliori BTP da comprare oggi in sintesi
Se hai fretta, ecco la risposta secca. Quattro titoli, uno per esigenza, con il rendimento netto a scadenza già calcolato: imposta del 12,5%, imposta di bollo dello 0,20% annuo e rateo cedola inclusi.
| Se cerchi | Titolo | ISIN | Netto annuo |
|---|---|---|---|
| Il rendimento più alto | BTP 4,65% ottobre 2055 | IT0005668238 | 4,02% |
| Il decennale migliore | BTP 3,80% luglio 2036 | IT0005706285 | 3,33% |
| Cinque anni | BTP 3,15% giugno 2031 | IT0005707614 | 2,79% |
| Massimo sconto sul prezzo | BTP 1,70% settembre 2051 | IT0005425233 | 4,07% |
Non è una classifica da seguire alla cieca: sotto ti spiego il ragionamento dietro ognuno, e perché il titolo con la cedola più alta è quasi sempre il peggiore. I prezzi si muovono ogni giorno, quindi per il dato del momento sul titolo che ti interessa usa il calcolatore rendimento BTP.
Preferisci fare i conti per conto tuo? Ho preparato un foglio Excel gratuito per il calcolo del rendimento BTP, con le stesse formule del calcolatore e un foglio per confrontare sei titoli affiancati. Si scarica senza registrazione.
BTP Massimo Rendimento: la lista dei migliori
I BTP che rendono di più sono quelli a scadenza lunghissima, per un motivo semplice: hanno cedole basse e quotano molto sotto 100, quindi gran parte del guadagno arriva dalla differenza fra quello che paghi e i 100 che ti rimborsano.
Una cosa è cambiata rispetto a qualche anno fa: oggi i BTP rendono davvero. Le scadenze lunghe stanno attorno al 4% netto, le medie sopra il 3%, le brevi vicino al 2,5%. Non è più l’epoca dei rendimenti a zero. Questo non li rende automaticamente un buon affare: il rating dell’Italia resta BBB, e una parte di quel rendimento è il prezzo di quel rischio.
#1 Il BTP che rende di più oggi
Fra i BTP a tasso fisso, il rendimento netto più alto lo trovi sulle scadenze lunghissime. Il BTP 4,65% ottobre 2055 è anche uno dei titoli più cercati dagli investitori italiani.
BTP 4,65% ottobre 2055
Punti a favore
- Il rendimento netto più alto fra i BTP a tasso fisso, oltre il 4% annuo.
- Cedola alta e prezzo appena sotto 100: incassi molto ogni sei mesi senza pagare un sovrapprezzo.
- Titolo recente e molto scambiato, quindi facile da rivendere.
Punti contro
- Scadenza 2055: per incassare 100 devi tenerlo quasi trent’anni.
- Se i tassi salgono di un punto e devi vendere, il prezzo scende del 13% circa.
- Rating BBB, il gradino più basso dell’investment grade.
Codice ISIN IT0005668238. Dato tecnico, non un invito all’acquisto. Verifica il rendimento del giorno nel calcolatore.
#2 Il BTP con la cedola più alta, e perché non conviene
Qui c’è l’errore più comune di tutti, e voglio che lo capisci bene. Una cedola alta non significa un buon rendimento. I titoli con cedole del 5, 6 o 7 per cento sono vecchie emissioni che oggi quotano ben sopra 100: paghi caro adesso e a scadenza ti rimborsano comunque 100.
BTP 6,50% novembre 2027
Punti a favore
- Cedola del 6,50%, la più alta in circolazione, che attira l’occhio.
- Scadenza vicina, quindi il prezzo oscilla pochissimo.
Punti contro
- Il netto reale è 1,86%, meno di un terzo della cedola.
- Comprandolo sopra la pari realizzi una minusvalenza a scadenza.
- Rende meno di un conto deposito, a fronte di più rischio.
Codice ISIN IT0001174611. Il dato che conta non è la cedola ma il netto a scadenza: calcolalo nel calcolatore BTP.
#3 Il BTP migliore a 10 anni
La scadenza decennale è quella che più investitori considerano il punto di equilibrio fra durata e rendimento. Il BTP 3,80% luglio 2036 è il benchmark del momento su questa durata.
BTP 3,80% luglio 2036
Punti a favore
- 3,33% netto su dieci anni, con cedola incassata ogni sei mesi.
- Prezzo appena sotto 100: quasi nessun sovrapprezzo da recuperare.
- È il titolo più liquido sulla scadenza decennale.
Punti contro
- Dieci anni sono tanti: l’inflazione erode il potere d’acquisto delle cedole.
- Un rialzo di un punto dei tassi fa scendere il prezzo dell’8% circa.
Codice ISIN IT0005706285. Verifica prezzo e rendimento aggiornati nel calcolatore BTP.
#4 Il BTP migliore a 5 anni
Sulle scadenze brevi il rendimento scende, perché ti esponi molto meno al rischio tassi. Attenzione però a non farsi tentare dai vecchi titoli a cedola alta: su questa durata la scelta giusta è sotto la pari.
BTP 3,15% giugno 2031
Punti a favore
- 2,79% netto con solo cinque anni di impegno.
- Se i tassi salgono di un punto il prezzo perde circa il 4%, un colpo assorbibile.
- Utile come parcheggio del capitale con scadenza definita.
Punti contro
- Rendimento da confrontare bene con i conti deposito, che a cinque anni possono avvicinarsi.
- Con l’inflazione al 2% il guadagno reale si riduce parecchio.
Codice ISIN IT0005707614. Confronta il netto reale con altri titoli nel calcolatore BTP.
BTP sotto 100: perché rendono di più
Un BTP viene emesso a 100 e rimborsato a 100. Nel mezzo il prezzo si muove, e oggi molti titoli quotano sotto la pari, cioè sotto 100. Comprare sotto la pari è quasi sempre la scelta migliore, e capire perché ti evita l’errore più costoso.
- Sotto la pari: paghi 85 e ti rimborsano 100. Quei 15 punti sono guadagno in conto capitale, tassato al 12,5%. Si aggiunge alle cedole.
- Sopra la pari: paghi 104 e ti rimborsano sempre 100. Perdi quei 4 punti, e generi una minusvalenza che ti serve a poco se non hai altre plusvalenze da compensare.
I titoli sotto la pari con il maggiore sconto sono quelli emessi negli anni dei tassi a zero, con cedole minime. Qualche esempio concreto, sempre con il netto già calcolato:
| Titolo | ISIN | Prezzo | Netto annuo |
|---|---|---|---|
| BTP 1,70% set 2051 | IT0005425233 | circa 56 | 4,07% |
| BTP 2,15% mar 2072 | IT0005441883 | circa 56 | 3,79% |
| BTP 0,95% mar 2037 | IT0005433195 | circa 74 | 3,47% |
| BTP 2,25% set 2036 | IT0005177909 | circa 86 | 3,36% |
Guarda il primo: cedola dell’1,70%, che sembra ridicola, e rende il 4,07% netto. Il secondo ha cedola più alta e rende meno. La cedola non dice nulla sul rendimento: lo dice il prezzo che paghi.
C’è però un rovescio della medaglia che va detto: questi titoli sono lunghissimi e con cedole basse, quindi il prezzo è estremamente sensibile ai tassi. Sono gli stessi titoli che hanno perso di più quando i tassi sono saliti.
Quali BTP rendono il 4% e quali il 5%
È una delle domande che ricevo più spesso, e la risposta onesta è che dipende da cosa intendi per rendere. Al lordo qualche titolo supera il 4,80%. Al netto di imposta e bollo la soglia si abbassa parecchio.
- Sopra il 4% netto: solo le scadenze molto lunghe, dal 2050 in avanti. Il 4,65% ottobre 2055 e l’1,70% settembre 2051 sono i due casi tipici. Il 4,50% ottobre 2053 ci arriva quasi, con il 3,99% netto.
- Sopra il 5% netto: al momento nessun BTP a tasso fisso ci arriva. Se leggi da qualche parte che un BTP rende il 5%, quasi certamente è un rendimento lordo, oppure include il credito d’imposta come se fosse denaro incassato.
Su questo punto sono più severo della maggior parte dei siti, e lo dico apertamente. Molti calcolatori online non tolgono l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul dossier titoli, che è un costo reale che paghi ogni anno, e sommano il credito d’imposta sulle minusvalenze come se lo incassassi alla scadenza. Fra le due cose il rendimento dichiarato sale di due o tre decimi di punto. Il mio numero è più basso perché è quello che ti resta davvero.
Quali sono i migliori BTP da comprare adesso
Un BTP da mettere in portafoglio dovrebbe idealmente avere: rendimento adeguato al rischio, prezzo non gonfiato, emittente solido, spread contenuto contro il Bund tedesco e un rendimento prevedibile. Il punto onesto è che nessun BTP ha tutte queste caratteristiche insieme, perché l’emittente è uno stato con rating BBB. Il rendimento c’è, ma è in buona parte il compenso per quel rischio.
Perché il rating dei BTP italiani è basso
Il rating dell’Italia è BBB, basso per un’economia avanzata. Va detto con onestà in entrambe le direzioni: da un lato è il gradino più basso dell’investment grade, un passo sopra i titoli speculativi; dall’altro l’Italia ha sempre onorato il suo debito, e un default a medio termine è considerato remoto dalla gran parte degli analisti.
Il rating basso è uno dei motivi per cui i BTP rendono più dei titoli tedeschi: più rendimento, più rischio percepito. È un baratto, non un regalo.
Trasparenza: non detengo BTP in modo significativo e non li sto promuovendo. Alcuni link in questa pagina sono affiliati. Contenuto informativo ed educativo, non consulenza finanziaria né raccomandazione personalizzata.
Comprare BTP in emissione: le aste e i collocamenti
Due o tre volte l’anno il Tesoro colloca titoli pensati per i piccoli risparmiatori, il BTP Valore e il BTP Italia. Sono le finestre in cui compri al prezzo di emissione, senza rateo da pagare e quasi sempre senza commissioni.
- BTP Valore: cedole crescenti nel tempo (step up), nota in anticipo e senza legame con l’inflazione. Il premio fedeltà c’era nelle prime emissioni ma ora non è più previsto. Ora esiste anche la versione con cedola unica a scadenza: trovi tassi, differenze e calcolatore nella guida al BTP Valore e BTP Valore Insieme.
- BTP Italia: capitale e cedole rivalutati con l’inflazione italiana, più premio fedeltà. Difensivo, con rendimento reale contenuto.
- Aste ordinarie: il MEF emette BTP a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni con un calendario pubblicato in anticipo. Ci partecipi tramite il tuo intermediario, di solito con un piccolo sovrapprezzo rispetto al prezzo d’asta.
Il vantaggio del collocamento è che il prezzo è fisso e non paghi il rateo. Lo svantaggio è che scegli solo fra i titoli in emissione, e che i BTP Valore e Italia hanno meccaniche di cedola diverse dai BTP ordinari, quindi non li puoi confrontare con lo stesso metro.
Il calendario ufficiale delle emissioni lo pubblica il Dipartimento del Tesoro del MEF, ed è l’unica fonte che vale la pena consultare per le date.
BTP Italia conviene?
Il BTP Italia è il titolo indicizzato all’inflazione italiana: sia le cedole sia il capitale vengono rivalutati con l’indice FOI, e chi lo tiene fino alla scadenza incassa un premio fedeltà. La domanda che mi fanno più spesso è se conviene, e la risposta dipende quasi tutta da quando lo compri.
- In emissione ha senso. Paghi 100 esatti, non paghi rateo, incassi il premio fedeltà e la protezione dall’inflazione parte subito.
- Comprato dopo sul mercato, molto meno. Rischi di pagarlo sopra la pari e di azzerare il vantaggio, perché il premio fedeltà spetta solo a chi lo ha sottoscritto in collocamento e lo porta a scadenza.
- Non confrontarlo con un BTP ordinario usando la cedola. La cedola del BTP Italia è calcolata su un capitale che si rivaluta, quindi i due numeri non sono la stessa cosa e nemmeno il mio calcolatore li tratta allo stesso modo.
La mia posizione: resta uno strumento difensivo, utile a chi vuole proteggere il potere d’acquisto e non a chi cerca rendimento. Il rendimento reale, cioè quello oltre l’inflazione, è contenuto per costruzione. Se l’inflazione resta bassa rendi meno di un BTP ordinario di pari scadenza; se riparte, il BTP Italia ti protegge e l’ordinario no.
Come comprare BTP oggi

I passaggi pratici sono semplici: apri un conto titoli, cerchi il BTP per ISIN, imposti il valore nominale che vuoi comprare (il taglio minimo è 1.000 euro), controlli il prezzo sul book e confermi.
Due dettagli che cambiano il risultato più di quanto sembri. Il primo: al prezzo che vedi si aggiunge il rateo, cioè la parte di cedola già maturata che spetta a chi ti vende il titolo. Lo recuperi al primo stacco, ma nel frattempo esce dal conto. Il secondo: su importi piccoli le commissioni pesano tantissimo. Dieci euro di commissione su un acquisto da 2.000 euro sono lo 0,5% del capitale, che su un titolo a due anni ti mangia un quarto di punto di rendimento annuo.
Serve un intermediario che dia accesso al mercato obbligazionario italiano e che faccia da sostituto d’imposta, così la fiscalità è gestita in automatico e non devi dichiarare nulla. Io uso Fineco, che ha il paniere obbligazionario più ampio fra gli intermediari italiani: BTP di ogni scadenza, obbligazioni di quasi tutti i Paesi e anche in valuta diversa dall’euro.
Se stai ancora scegliendo dove aprire il conto, il confronto completo è nella guida ai migliori broker, e trovi le condizioni nel dettaglio nella recensione di Fineco.
Sotto o sopra la pari: cosa cambia davvero
Il prezzo di un BTP si esprime in centesimi del valore nominale. All’emissione e alla scadenza il valore è sempre 100; nel mezzo il mercato lo fa muovere. Ecco le voci che contano quando guardi la scheda di un titolo.
- Prezzo o corso secco: quanto vale oggi il titolo. Sotto 100 significa sotto la pari, sopra 100 sopra la pari.
- Rateo: la parte di cedola maturata dall’ultimo stacco, che paghi in più al venditore. Non compare nel prezzo quotato.
- Cedola: si calcola sempre sul nominale, mai sul prezzo pagato. Un BTP 3% paga 3 euro l’anno ogni 100 di nominale, che tu l’abbia comprato a 85 o a 105.
Perché il prezzo cambia ogni giorno? Soprattutto per i tassi di interesse. Quando i tassi salgono, i titoli già emessi con cedole più basse diventano meno appetibili e il loro prezzo scende, facendo salire il rendimento per chi compra adesso. Quando i tassi scendono succede il contrario. Più lunga è la scadenza, più forte è l’oscillazione.
Il dato che conta per decidere non è il prezzo in sé, ma il rendimento netto a scadenza, che mette insieme prezzo, cedola, durata e fiscalità in un unico numero confrontabile. Per ottenerlo sul titolo che ti interessa inserisci prezzo e scadenza nel calcolatore rendimento BTP, che ti mostra anche di quanto scenderebbe il prezzo se i tassi salissero.
BTP 4,50% ottobre 2053: conviene?
Il BTP 4,50% ottobre 2053 rende circa il 3,99% netto a un prezzo intorno a 96. È quasi lo stesso rendimento del BTP 2055, con due anni in meno di impegno. Chi lo cerca come “BTP 53 4,5” trova qui scheda, numeri e rischi.
BTP 4,50% ottobre 2053
Punti a favore
- Quasi il 4% netto con scadenza 2053, due anni prima del 2055.
- Prezzo sotto 100: a scadenza incassi anche una piccola plusvalenza, senza minusvalenze da compensare.
- Cedola del 4,50% pagata ogni sei mesi, il 1° aprile e il 1° ottobre.
Punti contro
- Ventisette anni di durata: per incassare 100 devi tenerlo fino al 2053.
- Se i tassi salgono di un punto e devi vendere, il prezzo scende del 13% circa.
- Rating BBB, il gradino più basso dell’investment grade.
Codice ISIN IT0005534141. Dato tecnico, non un invito all’acquisto. Verifica il rendimento del giorno nel calcolatore.
BTP 2053, 2055 o 2072: quale scadenza lunga
| Titolo | Prezzo | Netto annuo | Anni di impegno |
|---|---|---|---|
| BTP 4,50% ott 2053 | circa 96 | 3,99% | 27 |
| BTP 4,65% ott 2055 | circa 98 | 4,02% | 29 |
| BTP 2,15% mar 2072 | circa 56 | 3,79% | 46 |
Fra 2053 e 2055 la differenza è di tre centesimi di punto all’anno. Due anni in meno di capitale bloccato valgono quella rinuncia, almeno per come la vedo io. Il 2072 invece rende meno di entrambi e ti impegna quasi vent’anni in più.
BTP 2072: conviene investire?
La risposta breve è no, non per la maggior parte dei risparmiatori. Il BTP 2,15% marzo 2072 quota attorno a 56 e rende circa il 3,79% netto: meno del BTP 2055 e meno del BTP 2051, pur essendo di gran lunga il più lungo dei tre.

Il motivo per cui viene cercato così tanto è il prezzo: comprare a 56 quello che verrà rimborsato a 100 sembra un affare evidente. E in parte lo è, ma i conti vanno fatti fino in fondo.
- Quarantasei anni di durata. Per incassare 100 devi arrivare al 2072. Chiediti dove sarai tu, non dove sarà il titolo.
- Volatilità estrema. Un rialzo di un punto dei tassi fa scendere il prezzo di circa il 18%. È il titolo che oscilla di più in assoluto fra tutti i BTP.
- Il fisco morde molto. Comprando a 56 quasi tutto il guadagno è plusvalenza, e la plusvalenza è tassata al 12,5%. Su un titolo comprato vicino a 100 quella stessa imposta pesa molto meno.
- Rende meno di alternative più corte. Il BTP 2055 rende di più e ti impegna diciassette anni in meno.
Per chi lo compra pensando di rivenderlo se i tassi scendono il discorso è diverso: su un titolo così lungo un calo di un punto dei tassi vale oltre il 20% di rialzo del prezzo. Ma quella non è più un’obbligazione tenuta a scadenza, è una scommessa direzionale sui tassi, e va chiamata col suo nome.
Codice, se vuoi cercarlo: ISIN IT0005441883. Il rendimento del giorno lo verifichi nel calcolatore BTP, che su questo titolo ti mostra anche quanto perderesti in euro se i tassi salissero.
Quanto ti resta davvero del titolo che hai scelto?
Tutti i rendimenti citati in questa pagina sono lordi, come li pubblicano i listini. Quello che finisce sul tuo conto è più basso di sei o otto decimi di punto, perché tra i due numeri ci sono l’imposta sostitutiva del 12,5% e l’imposta di bollo dello 0,20% annuo.
La curva completa dei rendimenti netti per scadenza mostra quanto resta scadenza per scadenza, e quanto producono in euro 10.000, 50.000 o 100.000 euro. È anche il posto dove spiego perché quei numeri sono più bassi di quelli che trovi sugli altri siti di confronto.
Se invece hai già deciso il titolo e ti serve il calcolo esatto sul tuo importo e sul prezzo di oggi, con rateo e commissioni incluse, usa il simulatore BTP.
BTP o piano di accumulo? Un confronto onesto
Molti scelgono i BTP per non lasciare i soldi fermi sul conto. Vale la pena confrontarli con le alternative, sapendo che il confronto non è alla pari: un BTP tenuto a scadenza ti dà un rendimento noto in anticipo, salvo default dell’emittente; un piano di accumulo in ETF azionari può rendere molto di più nel lungo periodo, ma può anche perdere, soprattutto su orizzonti brevi.
- Liquido, nessun vincolo
- Tassazione 26%
- Garanzia FITD fino a 100.000€
- Rendimento a scadenza
- Tassazione agevolata 12,5%
- Rischio se vendi prima
- Rendimento storico più alto
- Tassazione 26%
- Oscilla, può scendere
- Non rende nulla
- Il valore reale scende
- Bollo 34,20€ oltre 5.000€
Conto deposito a interesse composto annuo; BTP ed ETF a capitalizzazione composta. Stime indicative al lordo dell’imposta di bollo (0,20%) e dei costi. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Il punto non è che il PAC vince sempre, perché non è vero: su pochi anni un PAC azionario può chiudere in perdita, mentre un BTP a scadenza ti restituisce il nominale. Sono profili di rischio diversi che rispondono a obiettivi diversi. Se vuoi capire come funziona, ho una guida dedicata al piano di accumulo e una sul PAC con Fineco che uso io.
Alternative ai BTP

- ETF su BTP: impacchettano molti titoli a scadenze diverse in un unico strumento. Diversifichi senza scegliere, ma perdi la certezza del rimborso a 100 a una data precisa, perché l’ETF non scade.
- ETF azionari a lungo termine: rendimenti storicamente più alti sfruttando l’interesse composto, ma volatili e senza garanzia sul capitale.
- Azioni ad alto dividendo: rendita periodica con rischio maggiore di un titolo di Stato. Vedi come costruisco un portafoglio ad alto rendimento.
- Conti deposito: tassi fissi e garanzia del fondo interbancario fino a 100.000 euro, ma tassati al 26% invece che al 12,5%. Su rendimenti simili il BTP vince proprio grazie alla fiscalità.
- Crowdfunding immobiliare e P2P lending: rendimenti potenzialmente alti e rischio elevato, adatti solo a una piccola parte di portafoglio. Vedi crowdfunding immobiliare e P2P lending.
- Oro fisico: bene rifugio, non produce rendita e ha un prezzo volatile.
Io personalmente uso un mix di questi strumenti invece di concentrarmi sui BTP, ma è la mia scelta in base ai miei obiettivi. Trovi il quadro completo nella pagina sugli investimenti che seguo.
Se ti stai muovendo verso azioni ed ETF invece che verso i titoli di Stato, cambia anche l’intermediario che ti serve: per i BTP conta il sostituto d’imposta, per gli ETF contano soprattutto le commissioni.
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BTP, quali sono i rischi reali
Investire tutto e solo in BTP concentra il rischio su un unico emittente, lo Stato italiano. I rischi da conoscere sono quattro.
- Rischio tasso: se i tassi salgono, il prezzo dei BTP che hai già scende. Conta solo se vendi prima della scadenza, ma su titoli lunghi l’oscillazione è violenta, come hai visto nel grafico qui sopra.
- Rischio emittente: insolvenza dello Stato, considerata remota a medio termine ma non nulla, ed è ciò che il rating BBB misura.
- Clausole CACs: dal 2013 in caso di crisi grave i detentori possono essere coinvolti in una ristrutturazione, con riduzione del valore o allungamento delle scadenze. Non è mai successo nell’Unione Europea, ma la clausola esiste.
- Inflazione: erode il potere d’acquisto di capitale e cedole. Un rendimento del 3% con inflazione al 2% lascia poco in termini reali. Ne parlo in come difendersi dall’inflazione.
I BTP più sicuri, senza clausole CACs
I BTP emessi prima del gennaio 2013 non hanno le clausole CACs, quindi sotto questo aspetto specifico sono un po’ più tutelati. Li riconosci perché nelle schede ufficiali sono indicati con la dicitura No CACs: sono i vecchi titoli a cedola alta come il 5,25% novembre 2029 o il 6% maggio 2031. È un dettaglio tecnico che pochi conoscono, ma attenzione a non usarlo come unico criterio: quei titoli quotano sopra la pari e rendono meno, quindi la maggiore tutela la paghi.
Crollo dei BTP: cosa è successo ai prezzi
È il motivo per cui oggi i rendimenti sono tornati interessanti, e vale la pena capirlo. I prezzi dei BTP a lunga scadenza sono scesi parecchio: il 2072 quota attorno a 56, il 2051 poco sopra. Non è successo perché l’Italia stia peggio, è successo perché l’aumento dei tassi di interesse fa scendere il prezzo dei titoli emessi in passato con cedole basse.
Quindi i rendimenti netti sono saliti al 4% sulle scadenze lunghe non perché le cedole siano generose, ma perché compri a sconto. Il rovescio della medaglia è che se i tassi salissero ancora, quei prezzi scenderebbero ancora, e chi ha comprato prima si ritrova con una perdita sulla carta.
Perché l’Italia emette BTP
Tutti gli stati emettono titoli di debito per finanziarsi: in Italia si chiamano BTP, BOT e CCTeu. Allo Stato non bastano le entrate fiscali, quindi prende denaro in prestito e paga interessi. È normale e lo fanno tutti. Un dato che fa riflettere: gran parte delle nuove emissioni serve a rimborsare i titoli in scadenza, cioè a rifinanziare il debito esistente.
BTP per patriottismo?
C’è chi compra BTP per sostenere l’Italia. È un bel gesto, ma io tengo separate la beneficenza e gli investimenti. Investire con criterio è già difficile, aggiungerci il coinvolgimento sentimentale aiuta poco. Prima la convenienza e l’analisi del rischio, poi semmai il cuore.
Conclusioni: la mia posizione sui BTP
- Oggi i BTP rendono molto più di qualche anno fa: attorno al 4% netto sulle scadenze lunghe, sopra il 3% sulle medie.
- Il numero da guardare è sempre il rendimento netto a scadenza, mai la cedola. Il titolo con la cedola più alta è quasi sempre quello che rende meno.
- Comprare sotto la pari batte comprare sopra la pari, a parità di scadenza.
- Resto personalmente prudente: il rating BBB ricorda che quel rendimento è anche il prezzo di un rischio, e per i miei obiettivi preferisco diversificare. Ma è la mia posizione, non un consiglio per te.
- Per il lungo periodo, i migliori investimenti a interesse composto in questa fase non sono i BTP.
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Domande frequenti sui BTP
Qual è il miglior BTP da comprare oggi?
Non esiste un migliore valido per tutti, dipende da quando ti servono i soldi. Per il rendimento più alto in assoluto le scadenze lunghissime superano il 4% netto, ma ti impegnano decenni. Sul decennale si sta attorno al 3,3% netto, sul quinquennale attorno al 2,8%. La regola che vale sempre è una: scegli prima la scadenza, poi il rendimento netto più alto dentro quella scadenza.
Quali sono i BTP che rendono il 4%?
Al netto di imposta e bollo, solo le scadenze dal 2050 in avanti superano il 4% annuo: il BTP 4,65% ottobre 2055 e il BTP 1,70% settembre 2051 sono i due casi principali. Il BTP 4,50% ottobre 2053 si ferma appena sotto, al 3,99%. Molti titoli superano il 4% al lordo, ma il netto è un’altra cosa.
Quali sono i BTP che rendono il 5%?
Al netto, al momento nessun BTP a tasso fisso raggiunge il 5%. Se leggi quel numero da qualche parte, quasi sempre è un rendimento lordo oppure include il credito d’imposta sulle minusvalenze conteggiato come se fosse denaro incassato.
Conviene il BTP Valore o un BTP già quotato?
Dipende dal confronto fra i due rendimenti. Calcola il rendimento medio del BTP Valore e mettilo accanto a un BTP ordinario con scadenza simile: per i 5 anni, il BTP 3,15% giugno 2031 rende circa il 2,79% netto. Se il BTP Valore non rende di più, il titolo già quotato è più flessibile. Il confronto completo è nella guida al BTP Valore.
Quanto rendono 50.000 euro in BTP?
Con un decennale al 3,3% netto sono circa 1.650 euro netti l’anno, cioè poco più di 137 euro al mese, e alla scadenza ti restituiscono i 50.000. Con un quinquennale al 2,8% scendi a circa 1.400 euro l’anno. Per la cifra esatta sul titolo che hai in mente usa il calcolatore.
Conviene comprare un BTP solo perché ha la cedola alta?
No, ed è l’errore più comune in assoluto. Una cedola alta significa quasi sempre un prezzo sopra 100: lo paghi caro e a scadenza ti rimborsano comunque 100. Il BTP con la cedola più alta in circolazione, il 6,50%, rende l’1,86% netto.
I BTP sono sicuri?
Nessun investimento è sicuro al 100%. I BTP hanno rating BBB e clausole CACs dal 2013. Il rischio di default a medio termine è considerato remoto, ma esiste, ed è uno dei motivi per cui rendono più dei titoli tedeschi. Se li tieni a scadenza il rischio prezzo non ti tocca; se devi venderli prima, sì.
Disclaimer. Contenuto informativo ed educativo a cura di Sal Cocurullo, fondatore di RenditePassive. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata né sollecitazione all’investimento, e non tiene conto delle tue circostanze individuali. I rendimenti indicati derivano dai prezzi di mercato al momento dell’aggiornamento e cambiano di continuo: verificali sempre sul book del tuo broker. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Alcuni link sono affiliati. Prima di investire valuta la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un professionista autorizzato.



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Ottima idea! Ci vediamo nella tua casella di posta.
Mi hai scioccato con questa lista. Quindi non serve a niente prendere BTP italiani? Sto guardando gli altri investimenti che fai tu, è ora di agire per me.
Direi che non è esatto dire che i BTP non servono a niente. Piuttosto direi che per non rendono abbastanza, se non su scadenze tanto lontane che non mi interessano.
Alcuni li usano per “parcheggiare” i soldi. Io non lo farei.
C’è di meglio.
Tutto qui.
adesso è un’altra musica..BTP ottimi
Mauro purtroppo non sono d’accordo, ma non per ragioni di principio, solo per convenienza.
Al momento un decennale governativo USA rende il 3,31% (rating AAA)
Al momento un corporate bond con rating simile all’Italia (BBB) rende il 5,33%.
Al momento un BTP italiano rende circa il 4% (rating BBB), ma non per la cedola…ma solo perchè i prezzi sono crollati.
Prima di comprare BTP io mi chiedo: perchè sono a buon mercato e se il rischio vale la candela del 4% rispetto a migliaia di investimenti migliori lì fuori.
Ciao Sal, dove i parcheggeresti tu? Stavo pensando a Freedom 24 ma ha sede a Cipro e la Consob qualche settimana fa ha pubblicato un avviso ai risparmiatori che le autorità di vigilanza di alcuni paesi (GB, CH, lussemburgo,…) segnalano che alcune società, tra cui Freedom Finance, offrono servizi di investimento senza le previste autorizzazioni. Cosa ne pensi?
Non menzionerei mai (e non investirei mai) con un sito che ha ricevuto un warning, stanne certa.
Infatti l’avviso riguarda freedom fin, un sito illegale che non ha niente a che vedere con quello di cui parlo io.
Freedom24 è nell’ ELENCO DELLE IMPRESE DI INVESTIMENTO AUTORIZZATE IN ALTRI STATI UE SENZA SUCCURSALE IN ITALIA ed è perfettamente in regola, come centinaia di altre imprese senza uffici in Italia che hanno ricevuto la fiducia ad operare qui e che rispettano le regole di altri paesi europei.
Io credo che investire debba portare serenità. Dunque se ho qualche dubbio faccio meglio ad evitare
Si applica solo la garanzia del ICF che copre appena fino a 20.000€.
Sono interessato alla news letter grazie
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I btp hanno rendimenti effettivi nulli o minimi, ma, nel caso di una persona molto anziana come gioca il fatto che, se intende lasciare il suo consistente capitale agli eredi, egli potrebbe preferirli rispetto ad altri impeghi perché sui btp che lascia agli eredi questi ultimi non pagheranno alcuna tassa di successione?
Antonio, giusta osservazione, lei è ben informato.
Sui BTP non si pagano imposte di successione.
Purtroppo molti BTP non solo hanno rendimenti bassi o nulli, ma anche negativi.
Ossia lei presta soldi e paga per prestare, ma capisco che le possa andare bene così.
Di fronte a rendimenti di questo tipo io (…che non ho ancora il problema di lasciare una eredita) sono costretto a cercare investimenti redditizi: https://renditepassive.net/investimenti-sicuri/
Mi piace il termine “diversificare” soprattutto quando parliamo di investimenti(investire tutto in un solo strumento è follia…) Sul medio periodo non vedo problemi x acquistare btp default- cacs lontane! Nel futuro non vi è certezza,ed anche nell’unione europea!( Forse)
L’Unione Europea fa spesso scelte simili a quelle di chi ama spararsi su un piede. Molti pensano che uno degli ex presidenti della BCE non ne fece una giusta, e come risultato del suo splendido lavoro, abbiamo che oggi almeno 4 paesi andrebbero in default se qualcuno smettesse di comprargli i titoli di debito.
Io non comprerei i titoli di stato da quelle 4 nazioni, se non per speculare (sapendo come fare).
Come investitore preferisco debito sostenibile, non sussidiato.
È stato molto chiaro ed esaudiente,mi interessava sapere dei titoli di stato Romeni perché attualmente hanno perso moltissimo quindi hanno una rendita annuale alta è pericoloso tenerli? e perché? È un buon investimento oggi?
Il rating dei bond romeni è BBB- quindi è basso.
Io lo ritengo un investimento estremamente esotico e credo ci sia molto di meglio mi giro con rischi invferiori: https://renditepassive.net/investire-oggi/
Mi e’ piaciuto il tuo articolo sugli investimenti in BTP che mi ha distolto dal commettere un errore che avrei rimpianto e non vedo l’ora di approfindire le alternative che hai suggerito nell’articolo
Grazie di leggermi, Gianluca.
Ricorda sempre che io condivido solo la mia opinione da investitore appassionato con una buona tolleranza al rischio.
Ho letto l’articolo sui BTP, condivido buona parte del tuo pensiero, mi resta però un dubbio: quanto dici si applica anche ai BTPi? Teoricamente (ma da profano potrei sbagliami) investire in un BTP indicizzato all’inflazione, se lo scopo è quello di non far perdere valore al proprio capitale, dovrebbe essere la scelta più saggia (tra le conservative, ripeto).
Confermi?
Mille grazie.
Davide grazie del commento.
Ti confermo che è giusto quanto dici.
i BTPi ossia i BTP Indicizzati all’inflazione sono una scelta (sulla carta) migliore dei BTP ordinari, in questo momento.
Però c’è un “però” grande come una casa!
Se non li comprassi in fase di emissione rischierei di pagarli una fucilata.
Se lo pago tanto un BTP diventa possibile che a scadenza io abbia comunque un rendimento negativo, nonostante l’inflazione alta.
Purtroppo tanti guardano solo alla cedola, ma quella non l’unico parametro utile per investire i BTP e obbligazioni in generale.
Insomma, un BTP indicizzato all’inflazione come un BTPi se preso in emissione e tenuto fino a scadenza potrebbe aiutarmi parzialmente contro l’inflazione.
Ciao Sal, ho letto che il 7 ottobre si apre il paniere prenotazioni BOT annuale e trimestrale. Mi sai spiegare dove andare ad acquistarli se fossi presa da un’incontenibile vosglia di provare?grazie!
Se la voglia è incontenibile tutti i broker online italiani offrono BOT.
Avessi trovato prima questo blog.
Non mi sarei riempito di BTP che oggi non posso vendere se non in perdita.
MI E’ STATO MOLTO UTILE GRAZIE
Top ,.. top top … post! Continua così
Buongiorno, Sal. Sono un abbonato di lungo corso alla tua (magnifica) newsletter e so come la pensi sui BTP. Vale anche per l’emissione del 14 novembre 2022? Io sono un investitore con bassa propensione al rischio, basse conoscenze finanziarie, che vuole proteggersi dall’inflazione. Intendo comprare il giorno dell’emissione e tenere i BTP fino alla scadenza (novembre 2028). Ti sembra una buona idea investire? Sì, ci sarà di meglio, ma i rendimenti di cui si parla mi sembrano tutt’altro che disprezzabili, nell’ipotesi di comprare all’emissione e vendere alla scadenza. Ti ringrazio fin d’ora della risposta.
Purtroppo non conoscendo i tuoi obiettivi e la tua tolleranza al rischio (va bene così) io non posso risponderti.
La mia opinione sui BTP è che non mi fanno impazzire, anche se le ultime emissioni sono meglio.
Io non credo che le prossime emissioni renderanno meno, soprattutto se il rialzo dei tassi continuerà a lungo.
Per ridurre i rischi io preferisco ETf che includono bond governativi, centinaia di obbligazioni da molti paesi, così che non ho abbasso drasticamente il rischio default.
Non ti consiglio la mia strategia, ne altro, ma se ti fai queste domande io sono sicuro che stai accrescendo la tua cultura finanziaria, e questo ti porterà benessere.
Non mi è chiaro quale sia il reale rischio di investire in BTP su mercato secondario ad un prezzo inferiore al valore nominale e 1) portarli a scadenza (guadagnando il delta tra prezzo acquisto e valore nominale) oppure 2) venderli ad un prezzo più alto, se possibile, prima della scadenza. Il tutto con il godimento dell’eventuale cedola. Si rischia di perdere capitale? Grazie :)