Aggiornato il 20 Agosto 2026
Michael Burry ha chiuso il suo hedge fund. Oggi non gestisce più soldi di terzi, non deposita più i 13F alla SEC e guadagna vendendo le sue analisi su Substack. E la sua scommessa più famosa del 2026, quella contro Nvidia, è l’unica delle sette che sta perdendo.
Questa pagina racconta cosa sappiamo davvero del suo portafoglio, quanto vale il suo patrimonio e perché seguirlo alla lettera è quasi sempre una pessima idea.
Vieni con me…
Michael Burry ❌ non è un attore americano.
È stato impersonato in un gran film di finanza che si chiama “La grande scommessa” ossia la storia di una delle scommesse contro i mercati USA più famose di tutti i tempi.
Portafoglio di Michael Burry 2026: cosa possiamo davvero sapere
Qui serve una premessa che quasi nessuno fa, e che cambia completamente il valore di tutto quello che leggi in giro sul “portafoglio di Michael Burry”.
Il 27 ottobre 2025 Burry ha scritto ai suoi investitori che avrebbe liquidato Scion Asset Management e restituito il capitale. Il 10 novembre 2025 la Securities and Exchange Commission ha registrato la cancellazione della società.
Conseguenza pratica: da quel momento Burry non è più obbligato a dichiarare nulla. I moduli 13F, che ogni gestore con oltre 100 milioni in azioni USA deve depositare ogni trimestre, sono finiti. Chi ti mostra oggi un “portafoglio aggiornato di Michael Burry” ti sta mostrando una di queste due cose:
- l’ultimo 13F verificabile, fermo al 30 settembre 2025
- le autodichiarazioni volontarie che Burry pubblica sulla sua newsletter a pagamento, credibili ma non verificabili da nessuna autorità
Sono due cose profondamente diverse e le tengo separate.
L’ultimo portafoglio verificabile: il 13F del 30 settembre 2025
Otto posizioni, per un valore nozionale complessivo di circa 1,38 miliardi di dollari. Le due scommesse ribassiste da sole pesavano circa l’80% del portafoglio dichiarato.
| Titolo | Tipo di posizione | Valore nozionale |
|---|---|---|
| Palantir (PLTR) | Put su circa 5 milioni di azioni | 912 milioni $ |
| Nvidia (NVDA) | Put su circa 1 milione di azioni | 186,6 milioni $ |
| Pfizer (PFE) | Call (rialzista) | 153 milioni $ |
| Halliburton (HAL) | Call (rialzista) | 61,5 milioni $ |
| Molina Healthcare (MOH) | Azioni (rialzista) | Posizione long dichiarata |
Attenzione a un dettaglio tecnico che i giornali saltano sempre: il valore nozionale non è il denaro a rischio. Chi compra opzioni put rischia solo il premio pagato, non il valore delle azioni sottostanti. Burry ha dichiarato che le put su Palantir gli sono costate circa 9,2 milioni di dollari di premio, non 912 milioni. Il titolo “scommessa da 1,1 miliardi contro l’AI” fa più rumore della realtà.
Le posizioni dichiarate nel 2026 (fonte: la sua newsletter, non la SEC)
Dal 2026 in poi tutto quello che sappiamo arriva dai suoi “Trading Post” su Substack, dove pubblica prezzi di ingresso e motivazioni. Ecco il quadro alla metà di agosto 2026.
| Scommesse ribassiste | Scommesse rialziste |
|---|---|
| Nvidia (put, strike sui 110-115 $, scadenze dicembre 2026 e 2027) | Molina Healthcare |
| Palantir (put più short sul titolo) | JD.com |
| Oracle | Flutter Entertainment |
| Micron | DraftKings |
| Tesla | PayPal |
| Caterpillar | Lululemon |
| Applied Materials | Alibaba |
| iShares Semiconductor ETF (SOXX) | Adobe |
La tesi è una sola e la ripete da mesi: la spesa in infrastrutture per l’intelligenza artificiale è insostenibile e i bilanci la stanno abbellendo. Sostiene che gli hyperscaler stiano sottostimando gli ammortamenti per 176 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2028, e che una manciata di clienti (Microsoft, Google, Amazon, Meta) rappresenti circa metà dei ricavi data center di Nvidia. Secondo i suoi calcoli, un taglio del 20% agli investimenti AI della sola Microsoft toglierebbe oltre il 4% ai ricavi totali di Nvidia.
Come è cambiato il portafoglio di Burry dal 2024 a oggi
Vale la pena guardare da dove veniva, perché la rotazione è stata totale. Nel primo trimestre del 2024 il portafoglio di Scion era ancora un classico portafoglio value, concentrato su una quindicina di titoli.

Le principali partecipazioni di allora erano JD.com (aumentata dell’80%), Alibaba (aumentata del 66,67%), HCA Healthcare, Citigroup e lo Sprott Physical Gold Trust, un fondo su oro fisico. Tech cinese, sanità, banche e oro come copertura contro l’inflazione.

Confronta con la tabella di prima e capisci la portata del cambiamento: nel giro di due anni è passato da un portafoglio prevalentemente long su titoli sottovalutati a un portafoglio dove la parte più grande è una scommessa contro il mercato. L’unica continuità è JD.com, che è rientrata tra le posizioni rialziste.
Perché copiare il portafoglio di Burry non funziona
Te lo dico con la massima chiarezza possibile, perché è il motivo per cui io non l’ho mai fatto:
- I 13F arrivavano già vecchi. Il deposito avviene entro 45 giorni dalla chiusura del trimestre, e in certi casi fino a 135. Quando leggevi la notizia, lui poteva aver già chiuso tutto.
- I 13F non mostravano gli short. Le vendite allo scoperto non finiscono nel modulo. Vedevi metà del quadro e la scambiavi per il quadro intero.
- Oggi non c’è nemmeno più il 13F. Resta la sua parola, a pagamento.
- Le opzioni hanno una scadenza. Comprare una put significa avere ragione ed essere puntuali. Se il crollo arriva un mese dopo la scadenza, hai perso tutto lo stesso.
Se ti interessa il metodo più che le posizioni, ha molto più senso costruire un portafoglio tuo. Sulle pagine dedicate trovi come opero io con i due broker che uso per le azioni americane e per gli ETF.
Le previsioni di Michael Burry: dove ha avuto ragione e dove ha sbagliato

Questa è la sezione che nessuno scrive, perché raccontare solo il 2008 è molto più comodo. Ma il track record completo dice una cosa precisa e utile.
Nvidia: l’unica posizione in perdita, e l’ha ammesso lui
Il 4 agosto 2026, mentre l’S&P 500 toccava un nuovo massimo storico, Burry ha scritto sulla sua newsletter che sei delle sue sette scommesse ribassiste erano in profitto e che Nvidia era l’unica in perdita. Nello stesso post avvertiva di essere forse vicini a un massimo importante, con la possibilità di una caduta in stile 1987.
La frase che secondo me vale più di tutto il resto della sua produzione recente è questa: “shortare non è per tutti. Io devo farlo. La maggior parte non dovrebbe”.
Il 14 agosto 2026 ha comunque aumentato ancora lo short, paragonando a un espediente contabile in stile Enron l’operazione da 500 miliardi di finanziamenti per infrastrutture AI. In quel momento Nvidia trattava intorno ai 225 dollari.
E non è la prima volta che ci prova. Ha comprato put su Nvidia almeno nel primo trimestre 2025 (circa 900.000 contratti, tra i 90 e i 98 milioni di dollari), poi di nuovo nel terzo trimestre 2025 (186,6 milioni), poi ancora nel 2026. Tre tentativi, nessuno andato a segno finora.
Dove invece sta avendo ragione
Sarebbe disonesto fermarsi a Nvidia. Le altre gambe della stessa tesi stanno funzionando:
- Palantir: circa il 35% sotto rispetto al momento in cui ha aperto la posizione
- Oracle: circa il 51% sotto rispetto al picco
- Le posizioni su semiconduttori e industriali legati ai data center hanno seguito la stessa direzione
Quindi il verdetto onesto è: tesi giusta sul settore, sbagliata proprio sul titolo su cui ha fatto più rumore.
⛔️ Quando Michael Burry sbagliò scommessa
Il precedente più utile è del 2023 ed è documentato dalle sue stesse parole.
Il 31 gennaio 2023 Michael Burry pubblicò un tweet di una sola parola: “Sell” (“Vendi”). Da allora il mercato è salito in modo impressionante.

A marzo 2023, appena due mesi dopo, ha fatto marcia indietro pubblicamente: “avevo torto a dire di vendere”. Va riconosciuto che pochissimi gestori ammettono un errore per iscritto. Ma va anche ricordato quando qualcuno ti cita il suo prossimo annuncio di apocalisse.
Il 16 agosto 2023 annuncia di aver scommesso ancora contro il mercato, con 1,6 miliardi di dollari di put su S&P 500 e Nasdaq 100. In quel caso ha ragione per qualche mese e chiude in profitto entro il trimestre successivo. Stesso schema anche con Tesla, shortata nel 2021 e mollata pochi mesi dopo.

Se fosse stato prematuro o sbagliato rimane da vedere, anche se si potrebbe sostenere che siano la stessa cosa. Indipendentemente da ciò, ci offre un altro esempio del perché non dovremmo cercare di fare market timing.

Patrimonio di Michael Burry: quanto vale davvero
Il patrimonio di Michael Burry è stimato intorno ai 300 milioni di dollari. Ma questa cifra va presa per quello che è: una stima di terzi, mai confermata.

Le fonti pubblicate oscillano tra 200 e 350 milioni di dollari. Burry non ha mai confermato nulla, non deposita dichiarazioni patrimoniali personali e non compare nelle classifiche Forbes o Bloomberg. Chi ti dà la cifra al decimale sta arrotondando la stessa stima di tutti gli altri.
Quanto ha guadagnato Michael Burry nel 2008
Le cifre della grande scommessa sono invece documentate:
- 100 milioni di dollari guadagnati personalmente
- 700 milioni di dollari di profitto per i suoi investitori
- 489,34% di rendimento complessivo di Scion Capital dalla fondazione nel 2000 alla chiusura nel 2008
È da lì che nasce tutto il resto del patrimonio, accresciuto negli anni successivi dalle commissioni di performance del secondo fondo.
Il dato più sottovalutato: oggi guadagna vendendo opinioni
Questa è la parte che quasi nessuno in Italia sta raccontando, ed è secondo me la più significativa di tutta la storia recente.
A novembre 2025, subito dopo aver deregistrato il fondo, Burry ha lanciato una newsletter a pagamento su Substack chiamata Cassandra Unchained, riferimento alla figura mitologica condannata a fare profezie vere che nessuno crede. Costa 39 dollari al mese oppure 379 all’anno.
- Oltre 60.000 iscritti nel primo giorno
- 300.000 iscritti superati a luglio 2026, in 231 giorni
- Lettori in 212 paesi
- Un potenziale teorico intorno ai 113 milioni di dollari l’anno
Fai il conto: se quel numero regge, in un solo anno di newsletter Burry può incassare più di quanto guadagnò personalmente con la scommessa che lo ha reso famoso.
Non è un giudizio morale, è un fatto da tenere presente quando leggi le sue previsioni: chi le pubblica ha un interesse economico diretto a renderle interessanti. Vale per lui come per chiunque altro venda contenuti finanziari, me compreso.
Che fine ha fatto Scion Asset Management (e cos’è il “valore Scion”)

Molti cercano il “valore Scion” pensando sia un indicatore. Non lo è: è semplicemente il valore del portafoglio di Scion Asset Management, l’hedge fund che Burry ha gestito dal 2013 fino alla chiusura.
La confusione nasce dal fatto che si tratta di due società diverse con nomi simili:
| Società | Periodo | Esito |
|---|---|---|
| Scion Capital | 2000 – 2008 | Chiusa dopo la scommessa sui subprime, rendimento del 489,34% |
| Scion Asset Management | 2013 – 2025 | Liquidata volontariamente, registrazione SEC cancellata il 10 novembre 2025 |
Il patrimonio gestito è oscillato molto negli anni, restando quasi sempre sotto i 200 milioni di dollari di titoli dichiarati nei 13F, con l’eccezione degli ultimi trimestri gonfiati dal valore nozionale delle opzioni.
Motivazione della chiusura, con le sue parole: la sua percezione del valore dei titoli non era più, e non lo era da tempo, allineata con i mercati. È esattamente lo stesso schema del 2008, quando chiuse il primo fondo dopo aver avuto ragione.
Oggi Burry gestisce soltanto il proprio capitale personale.
Chi è Michael Burry: la vita complicata dietro il personaggio

Michael Burry è nato il 19 giugno 1971 a San Jose, in California, e cresciuto con un forte legame alle sue origini Rusyn (praticamente ucraine).
Fin dall’infanzia ha dovuto affrontare una sfida significativa: all’età di due anni ha perso un occhio a causa di una rara forma di cancro che colpisce la retina, il retinoblastoma. Da allora, ha sempre indossato un occhio protesico.
Formazione: un medico che si è insegnato a investire da solo
Ha frequentato l’Università della California, Los Angeles (UCLA), dove si è laureato in economia e pre-med. La sua passione per la medicina lo ha poi portato a conseguire un dottorato in medicina (M.D.) presso la Vanderbilt University School of Medicine, seguito da una specializzazione in neurologia allo Stanford University Medical Center.
Alla fine degli anni Novanta pubblicava analisi di titoli sui forum finanziari, di notte, mentre faceva il medico di giorno. Fu così che si fece notare e finì per lasciare la medicina.
7 curiosità su Michael Burry

- Appassionato di heavy metal. Ascolta metal mentre analizza i mercati, dice che lo aiuta a concentrarsi.
- È un medico. Dottorato in medicina alla Vanderbilt University, mai esercitato a lungo.
- Sindrome di Asperger. Ne ha parlato apertamente e la considera una delle ragioni del suo successo.
- Collezionista di acquari. Possiede diversi acquari con pesci esotici.
- Investimenti tangibili. Ha sempre dichiarato una preferenza per terreni agricoli, metalli preziosi e acqua, che considera l’asset più prezioso del futuro.
- Cancella i suoi post. Su X pubblica e poi elimina, lasciando che siano i giornalisti a fare gli screenshot.
- Buffett lo chiamava Cassandra. Il soprannome, nato durante le audizioni sul 2008, è diventato il nome della sua newsletter.
La grande scommessa del 2008

Nel 2005 Burry riconobbe le fragilità strutturali del mercato immobiliare statunitense e decise di scommettere contro di esso, convincendo Goldman Sachs a vendergli credit default swap sui mutui subprime.
La parte che il film racconta meglio di qualsiasi articolo è che per quasi due anni quella scommessa fu una catastrofe. Il fondo pagava premi ogni mese, gli investitori chiedevano di uscire, alcuni lo accusarono apertamente. Burry arrivò a bloccare i riscatti.
Poi il mercato crollò e i numeri diventarono quelli che conosci: 100 milioni per lui, 700 milioni per i suoi investitori.
Il libro e il film “The Big Short”
La sua storia è stata raccontata nel libro “The Big Short” di Michael Lewis e poi nel film omonimo del 2015, in cui Burry è interpretato da Christian Bale. Il film ha incassato oltre 133 milioni di dollari nel mondo, ricevendo cinque nomination agli Oscar.
La filosofia di investimento di Michael Burry

Al netto del personaggio, il metodo è sempre stato lo stesso e si riassume in quattro punti.
- Portafoglio concentrato. Raramente più di una quindicina di posizioni, spesso molte meno. Se hai fatto il lavoro, non serve diluirlo.
- Margine di sicurezza. Il concetto ereditato da Benjamin Graham: comprare abbastanza sotto il valore da poter sbagliare la stima e cavarsela lo stesso. Se il termine non ti è chiaro, qui trovi una definizione tecnica, ma il libro giusto resta quello dell’investitore intelligente.
- Analisi fondamentale ossessiva. Bilanci, flussi di cassa, note a piè di pagina. La sua tesi del 2026 sugli ammortamenti degli hyperscaler nasce esattamente da lì.
- Short sui titoli sopravvalutati. È la parte che lo rende famoso ed è anche quella che gli costa di più.
Sono strategie che non hanno niente a che vedere con un investimento sicuro, anzi. E il quarto punto in particolare è quello che un investitore privato non dovrebbe nemmeno provare a replicare.
Cosa ho imparato io seguendo Michael Burry (senza mai copiarlo)

Metto le carte in tavola, visto che questa pagina la leggi per capire se seguirlo o no.
Seguo Michael Burry da anni, ma non ho mai replicato una sola delle sue mosse. Non una. E non perché non ne sia capace tecnicamente: investo dal 2006 e i broker per farlo li ho.
Il motivo è un altro: non mi aspetto che faccia previsioni magiche. A volte annuncia l’apocalisse e l’apocalisse non arriva. Il caso Nvidia è il manuale: l’ha shortata almeno tre volte tra il 2025 e il 2026 e a oggi è l’unica posizione che gli sta costando soldi, mentre il titolo continua a salire. Se avessi copiato quel trade nel 2025, oggi avrei bruciato i premi di tre tornate di opzioni per aver avuto “quasi” ragione.
Ed è qui che sta il punto per uno come me, che su questo sito parla soprattutto di ETF e piani di accumulo:
- Burry ha una struttura di costo che tu non hai. Lui poteva restare in perdita per due anni sui subprime perché gestiva capitale vincolato. Tu con un piano di accumulo non hai due anni di pazienza da spendere su una singola opzione.
- Le sue posizioni le scopri quando sono vecchie. Prima con 45 giorni di ritardo dai 13F, adesso a pagamento sulla sua newsletter.
- Avere ragione sul “cosa” e sbagliare sul “quando” equivale a sbagliare. Con le opzioni non è una sfumatura, è la differenza tra guadagnare e azzerare.
Quello che gli riconosco davvero è un’altra cosa: è uno dei pochissimi che mette per iscritto quando sbaglia. A marzo 2023 ha scritto che aveva torto ad aver detto “vendi”. Ad agosto 2026 ha scritto che Nvidia è l’unica posizione in perdita, invece di parlare solo delle sei che vanno bene. E ha aggiunto che shortare non è per tutti e che la maggior parte delle persone non dovrebbe farlo.
Quella frase lì vale più di tutto il resto. Leggi Burry per imparare a leggere un bilancio, non per sapere cosa comprare domani.
Cosa Imparare dal Dottor Burry

- Fai i compiti a casa. Un’analisi seria dei fondamentali rivela cose che il consenso ignora. Imparare a farla vale più di 100 corsi sull’investimento.
- Difendi le tue convinzioni, ma non a qualunque costo. Burry stesso chiude le posizioni quando il mercato gli va decisamente contro.
- Ammetti gli errori per iscritto. Chi non lo fa mai, non sta imparando niente.
- Distingui la tesi dallo strumento. Puoi condividere l’idea che l’AI sia sopravvalutata senza comprare put con scadenza.
- Ragiona sul lungo termine. Investire con una prospettiva lunga e mantenere la disciplina resta l’unica cosa che funziona per chi non fa questo di mestiere.
Video Michael Burry in italiano su YouTube
In questo video una scena cruciale del film impersonato da un attore famoso:
Conclusione
Michael Burry resta uno degli analisti più rigorosi in circolazione, ma nel 2026 è diventato una cosa diversa da quella che era: non gestisce più capitale di terzi, non ha più obblighi di trasparenza verso la SEC e vende le sue opinioni a 300.000 abbonati.
La sua storia, resa celebre da “The Big Short”, vale ancora la lettura. Le sue posizioni, molto meno l’imitazione.
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FAQ
Il patrimonio di Michael Burry è stimato intorno ai 300 milioni di dollari, ma si tratta di una stima di terzi: le fonti pubblicate vanno da 200 a 350 milioni, lui non ha mai confermato la cifra e non compare nelle classifiche Forbes o Bloomberg. La base del patrimonio sono i circa 100 milioni guadagnati personalmente con la scommessa sui subprime del 2008.
Michael Burry guadagnò circa 100 milioni di dollari personalmente nel 2008 prevedendo il crollo del mercato immobiliare e comprando credit default swap contro i mutui subprime. Il suo hedge fund Scion Capital realizzò circa 700 milioni di dollari di profitto per gli investitori, con un rendimento complessivo del 489,34% tra il 2000 e il 2008.
Nel 2026 Burry dichiara posizioni ribassiste su Nvidia, Palantir, Oracle, Micron, Tesla, Caterpillar, Applied Materials e l’ETF sui semiconduttori SOXX, e posizioni rialziste su Molina Healthcare, JD.com, Flutter, DraftKings, PayPal, Lululemon, Alibaba e Adobe. Attenzione però: dopo la chiusura di Scion queste non sono dichiarazioni alla SEC ma autodichiarazioni pubblicate sulla sua newsletter a pagamento, quindi non verificabili.
Il valore Scion è semplicemente il valore del portafoglio di Scion Asset Management, l’hedge fund di Michael Burry. Non è un indicatore finanziario. Il fondo è stato liquidato volontariamente nell’ottobre 2025 e la registrazione presso la SEC è stata cancellata il 10 novembre 2025, quindi quel valore non viene più aggiornato: l’ultimo dato verificabile è il modulo 13F al 30 settembre 2025.
Finora sì. Il 4 agosto 2026 Burry ha scritto che sei delle sue sette scommesse ribassiste erano in profitto e che Nvidia era l’unica posizione in perdita. Ha comprato put su Nvidia almeno nel primo trimestre 2025, nel terzo trimestre 2025 e di nuovo nel 2026, senza che il titolo scendesse. Le altre gambe della stessa tesi hanno invece funzionato, con Palantir sceso circa del 35% e Oracle circa del 51% dai rispettivi picchi.



Non sapevo chi fosse Burry fino a quando non vidi il film. Che personaggio. Potenzialmente non credi che magari è stato solo fortunato? Aspetto il tuo parere.
Burry ha guadagnato col suo fondo in tempi difficilissimi per molti anni di seguito. Quindi si, potrebbe essere stato solo fortunato, ma è improbabile. Sa valutare un’impresa e sa guardare ai mercati nel loro insieme, inoltre conosce le dinamiche che muovono l’essere umano, le legge e le usa.
Anche io non conoscevo la storia di Burry fino a quando non ho visto il film!! Davvero una storia straordinaria
A me stava abbastanza antipatico l’attore però dicono che la ricostruzione è fedele.
Grazie per tutto quello che fai,tante buone cose
Grazie Paolo di leggermi!
Per Michael la finanza era principalmente un hobby la sua storia è impressionanti, in diverse occasioni Michael ha dichiarato apertamente di definirsi un value investor.
Vero!
Michael Burry è un genio della finanza. La sua capacità di prevedere le crisi economiche è impressionante! La vorrei avere io quella capacita.
È incredibile come Michael Burry riesca sempre a vedere ciò che gli altri ignorano. Un vero visionario del mercato!
Ma dove l’hai trovato il portafoglio di Burry? Dove trovi queste informazioni tu?
Secondo me questo tizio è diventato famoso per caso. Se due volte su 3 ci azzecca una previsione non mi pare questo gran oracolo. Il film è bello proprio bello. Fai una lista dei film di finanza?
Sono d’accordo ,a ma i suoi milioni e quelli dei suoi clienti raccontano un’altra storia.
Io lo trovo molto affascinante. Sia l’attore che lui proprio. Cosi tenebroso.
Il portafogli di Burry che hai pubblicato cambierà nel tempo. Lo terrai aggiornato? Ha senso copiarlo?
Si, cambia ma non troppo spesso. È molto semplice, pochi titoli. Si proverò ad aggiornarlo appena cambia e lo invierò via email newsletter.
Molto interessante! Posso chiederti che sito hai usato per vedere il portafoglio di Berry?
È pubblico!
Che percorso ispirante ! Burry ha superato tante difficoltà per laurearsi alla UCLA e alla Vanderbilt. Bravo per la sua determinazione! 👏
Non conoscevo questo genio della finanza, e devo dire che sono rimasto senza parole. È sempre un piacere leggere i tuoi articoli.
Grazie Marius!
Da quando ho visto questo film ho conosciuto Michael, il suo intuito gli ha fatto prendere le redini dell’investimento e anche della sua disciplina
Che articolo stimolante! Avevo visto il film ma non conoscevo a fondo il personaggio.
Interessante leggere di Burry e delle sue strategie! Ha un approccio davvero particolare al mercato.