The intelligent investor in Italiano (riassunto da PDF)

The intelligent investor in Italiano

In questo breve articolo leggerai esattamente il messaggio che voleva dare l’autore di “The intelligent investor” in italiano.

 

Il libro “The intelligent investors” è uno dei più letti al mondo nel campo degli investimenti. Ci sono buone ragioni per questo, ma non è ancora stato tradotto in italiano.

Ci sono un sacco di valide recensioni di “The intelligent investor” online, sia in italiano che in inglese. Molti cercano il libro in PDF ma è un libro di 550 pagine, quindi siamo sinceri, non lo leggerà mai nessuno in inglese.

Questo non vuole essere un banale riassunto del miglior libro sul “value investing” mai scritto e non è in PDF.

Quello che troverai qui è un estratto di informazioni tradotte in italiano che potrebbe aiutarti a sapere se poi leggere “the intelligent investor” di B. Graham oppure no.

Passiamo 5 minuti insieme su questo libro, che ne vale davvero la pena.


Cosa serve per investire con successo?

Investire con successo non richiede affatto:

  • Intelligenza superiore alla media
  • Fortuna
  • Informazioni riservatissime

 

Per investire serve piuttosto:

  • Saper prendere decisioni
  • Tenere le emozioni alla larga

 


L’investitore intelligente pdf (estratto)

Nel suo famoso libro del 1949, Benjamin Graham chiarisce che avere una certa struttura e fonderla con la logica porta al successo negli investimenti.

Di fatto la sua strategia di investimento è riconosciuta come la migliore degli ultimi decenni. Il numero di investitori che ha influenzato positivamente è immenso e lo stesso Warren Buffet ammette di aver usati questi insegnamenti per diventare il terzo uomo più ricco del mondo.

In questo riassunto proverò a condensare i punti principali da portare via con noi e la mia opinione.


 

Lezione numero 1:

Incontra Mr. Market

(incontra il Sig. Mercato in italiano)

Immaginiamo di possedere una parte di un’azienda (azioni) per la quale abbiamo pagato 1000 dollari.

Ogni giorno, una certa persona matta e bipolare chiamata “Il signor Market” viene a casa nostra con un’opinione su quanto valgono le nostre azioni. Inoltre, offre di acquistare queste azioni o di vendercene altre (ogni volta che consultiamo il valore delle azioni).

La storia ha dimostrato che l’opinione del signor Market su quanto valgono le nostre azioni, può essere solo confusionale. Per esempio, nel 2000, ha stimato il valore delle nostre azioni in 2600 dollari. Solo un anno dopo, nel 2001, pensava che valessero 500 di dollari.

Tutto questo senza considerare che il rendimento della società è magari aumentato del 40% e l’utile è aumentato del 10% nello stesso periodo.

Dobbiamo allora lasciare che sia lui a decidere quanto valgono i nostri 1000 dollari di azioni? Certo che no!

 

Uno dei principi fondamentali di Graham, è che un’azione non è solo un simbolo e un numero, e’ una vera partecipazione in un’azienda.

E dato che il Signor Mercato non è sempre razionale, il valore reale dell’attività può essere diverso dal prezzo che è disposto a pagare.

Infatti, spesso è spesso sovra o sottovalutato, poiché il signor Market diventa facilmente troppo ottimista o, al contrario, troppo pessimista.

Graham ci consiglia di investire solo se ci sentiremmo a nostro agio a tenere il titolo in futuro senza considerare i prezzi fluttuanti che il signor Mercato ci presenta.

Per l’investitore che sa tenere la testa a posto, il signor Market presenta una grande possibilità di fare soldi, perché non ci costringe a fare un accordo con lui, non fa altro che offrirvi l’opportunità di farlo!

Dovrai essere felice di vendere quando vi offre prezzi che sono ridicolmente alti, e allo stesso modo, dovrai essere felice di comprare da lui quando ti presenta degli affari.

Dobbiamo considerare che, al tempo in cui Graham scrisse questo libro, la gente era molto meno bombardata di notizie, previsioni, quotazioni di quanto lo siamo oggi. Negli anni ’70, il signor Market arrivava forse una volta al giorno, insieme al giornale del mattino.

Oggi vuole fare affari con noi ogni volta che accendiamo lo schermo del telefono, quindi centinaia di volte al giorno.

Il signor Mercato viene a trovarvi più spesso, non significa che si devi fare affari con lui più frequentemente che negli anni 70′.


Lezione numero 2:

Come diventare un investitore difensivo

Ci sono due tipi di investitori secondo Graham:

  • quelli difensivi (o passivi)
  • quelli intraprendenti (o attivi)

La maggior parte delle persone è più adatta alla strategia difensiva, in quanto il tempo che sono disposti a dedicare agli investimenti è limitato. L’investitore difensivo dovrebbe creare un portafoglio con un mix di obbligazioni e azioni, diciamo il 50% di azioni e il 50% di obbligazioni.

Inoltre, quanto si dovrebbe dedicare a ciascuna categoria di “attività” dipende dalla propria situazione finanziaria e dalla situazione attuale dei mercati.

Ri-bilanciare questa allocazione una o due volte all’anno, in modo che se le azioni costituiscono improvvisamente il 60% del portafoglio rispetto a solo il 40% in obbligazioni, si vendono azioni e acquistano obbligazioni, fino a quando il 50/50 viene ripristinato.

Investire un importo fisso di capitale a intervalli regolari.

Ad esempio, subito dopo aver ricevuto lo stipendio.

Questo si chiama (DCA, dollar cost averaging: media dei costi in dollari) noi lo chiamiamo PAC, piano di accumulo che è quasi uguale e consente di ottenere un prezzo medio di azioni e obbligazioni.

Più di tutto, questa strategia ci assicurerà di non concentrare i nostri acquisti nel momento sbagliato. Per la componente azionaria del portafoglio, l’investitore difensivo dovrebbe puntare ai seguenti 8 punti:

  • 1: Diversificazione nelle società in cui investe. Da 10 a 30 società dovrebbe essere un numero sufficiente. Inoltre, dovremmo assicurarci di non essere sovraesposti a un singolo settore.
  • 2: Le società che scegliamo dovrebbero essere grandi. Per Graham è grande chi genera almeno 100 milioni di dollari di vendite all’anno. Aggiustato con l’inflazione odierna sarebbero almeno 700 milioni. Dopo l’inflazione, questo equivale a circa 700 milioni di dollari nel valore odierno.
  • 3: Cercare aziende che siano poco indebitate e con degli asset di valore. Le attività correnti di una buona società dovrebbero essere almeno il doppio delle sue passività correnti.
  • 4: Il dividendo dovrebbe essere stato pagato agli azionisti almeno negli ultimi 20 anni.
  • 5: Nessun deficit degli utili negli ultimi dieci anni.
  • 6: Almeno il 33% di crescita degli utili negli ultimi dieci anni. Ciò si traduce in una crescita media di circa il 2,9% annuo.
  • 7. Non pagare troppo le azioni. Il prezzo del titolo non dovrebbe essere superiore a 1,5 volte il suo valore patrimoniale netto. Il valore patrimoniale netto può essere calcolato sottraendo le passività dell’azienda dai suoi attivi.
  • 8. Non pagare troppo gli “earnings”. Non lasciare che il rapporto p/e (prezzo/ricavi) sia superiore a 15 quando si osservano gli utili degli ultimi 12 mesi.

Un’alternativa oggi è quella di investire in un fondo indicizzato, che per definizione avrà rendimenti simili alla media del mercato.


Lezione numero 3:

Come investire attivamente

Come è così facile per l’investitore difensivo ottenere il rendimento medio del mercato, sembrerebbe semplice battere il mercato. Basta dedicare un po’ più di tempo allo studio dei mercati rispetto a questi investitori medi, giusto?

Essere un investitore attivo dunque provare a battere il mercato è molto più impegnativo di quanto potrebbe sembrare.

Richiede pazienza, disciplina, voglia di imparare e molto tempo.

Molti professionisti e investitori privati non sono affatto preparati per questo. È facile cadere vittima delle quotazioni del signor Mercato!

Dal momento che i profitti che le aziende possono guadagnare sono un numero finito, anche il prezzo che l’investitore intelligente dovrebbe essere disposto a pagare per queste società deve essere finito.

Il prezzo è davvero un fattore importante per l’investitore attivo, forse il più importante.

Proprio come il mercato tende a sopravvalutare le aziende quando sono in rapida crescita o sono “molto di moda”, per qualche altro motivo poi tende a sottovalutare quelle con crescita e outlook insoddisfacente.

L’investitore intelligente dovrebbe quindi cercare di evitare il più possibile le azioni di quelle società che fanno dell’elevata crescita di profitti e fatturato il proprio punto di forza.

Perché?

Semplicemente perché la decisione d’investimento si basa molto sui ricavi futuri e i ricavi futuri sono meno affidabili delle valutazioni attuali.

Se invece si riesce a trovare un’azienda che è valutata meno del suo capitale circolante netto (Net Working Capital, NWC), in sostanza non si paga nulla per tutte le “parti solide”, come gli edifici, macchinari, ecc.

Il capitale circolante netto può essere calcolato sottraendo il totale delle passività dall’attivo circolante.

Tali società si sono dimostrate le più redditizie per Graham.

Sfortunatamente, oggi sono rare, tranne che rare apparizioni durante i forti cali dei mercati.

Fortunatamente, Graham suggerisce un metodo aggiuntivo per trovare investimenti validi per un investitore attivo.

Questi criteri sono simili a quelli che gli investitori difensivi dovrebbero utilizzare, ma i vincoli sono più morbidi, permettendo all’investitore intraprendente di prendere in considerazione un maggior numero di aziende. Non vi è più alcun vincolo per quanto riguarda le dimensioni dell’azienda.

Inoltre, sarebbe meglio venisse applicata una certa diversificazione, ma il numero di aziende detenute non è scolpito nella pietra per l’investitore attivo.

Nell’analizzare un’azienda, l’investitore attivo dovrebbe anche essere capace di studiare i rapporti finanziari annuali delle aziende interessanti.

Graham ha scritto un intero libro su questo argomento: “The Interpretation of Financial Statements” ma non ne parleremo oggi.


Lezione numero 4:

Assicurarsi un margine di sicurezza

C’è un rischio che nessuna attenta considerazione può veramente eliminare: questo è banalmente “il rischio di sbagliare”.

È possibile, tuttavia, ridurre al minimo questo rischio. Per farlo, dobbiamo insistere sul fatto che ogni investimento che facciamo abbia un “margine di sicurezza”.

Come già detto, il prezzo e il valore di un’azienda non è sempre lo stesso. Cambia sempre.

Quando il prezzo è al massimo due terzi del valore calcolato, l’investitore ha trovato un’azienda con un margine di sicurezza sufficiente.

Né si dovrebbe investire in azioni che si calcola che valgano, per esempio, 101 dollari se il prezzo attuale è di 100 dollari.

Potrebbe succedere anche semplicemente che il nostro calcolo sia sbagliato.

Una formula usata nel libro può darci qualche dritta su quale sia il valore di un’azienda, e quindi anche se può essere comprata con un margine di sicurezza decente.

Valore = ricavi attuali (non aggiustati) x 8,5 + 2 X il tasso di crescita annuo previsto.

Il tasso di crescita dovrebbe essere pari al tasso di crescita annuale previsto per i prossimi 7-10 anni.

Applicando questo calcolo alle azioni Staunitensi negli ultimi anni scopriamo che sono sopravvalutate. Possiamo provare a calcolare facendo “reverse engineering” quanto dovranno crescere gli utili di queste azioni nei prossimi anni mantenendo le valutazioni attuali.


Lezione numero 5:

Rischio e rendimento non sempre sono correlati

Secondo la teoria accademica, il tasso di rendimento che un investitore può aspettarsi deve essere proporzionale al grado di rischio che è disposto ad accettare. Il rischio viene poi misurato come volatilità dei rendimenti dell’investimento, cioè quanto si è storicamente discostato dal suo valore atteso.

Graham non è d’accordo con questa affermazione.

Sostiene invece che il prezzo e il valore dei beni sono spesso scollegati. Pertanto, il rendimento che un investitore può aspettarsi è in funzione di quanto tempo e quanto sforzo porta avanti la sua ricerca di “beni d’occasione”.

Il rendimento minimo va all’investitore difensivo (o passivo), mentre il massimo va all’investitore attivo che esercita massima intelligenza e abilità.


Ricordiamoci che il prezzo e il valore non sempre coincidono.

Quando si acquista un’azienda che vale un dollaro a 70 centesimi di dollaro,

abbiamo una grande vantaggio potenziale, e un rischio più basso.

Inoltre, se riusciamo a trovare un’altra azienda che possiamo acquistare a 50 centesimi di dollaro ma che vale un dollaro, abbiamo trovato un vantaggio potenziale maggiore, combinato con un rischio ancora più basso!

Un rapido riassunto dei cinque punti chiave

  1. In primo luogo il mercato tende ad essere (di tanto in tanto) troppo ottimista o troppo pessimista. Non lasciamo che questo influisca su quello che pensiamo sia il vero valore dei nostri beni. Consideriamolo invece come un’opportunità, un affare, dove si ha a che fare con una persona che non ha idea di quello che sta facendo (Mr Market)!
  2. L’investitore difensivo dovrebbe puntare su un portafoglio diversificato di azioni e obbligazioni, dove la categoria azionaria è costituita principalmente da azioni sottovalutate.
  3. L’investitore attivo dovrebbe puntare anche su azioni che tendono alla momentanea sottovalutazione. Se riesce a trovare un’azienda che è quotata al di sotto del suo capitale circolante netto, potremmo aver trovato il nostro “El Dorado”.
  4. Il quarto take away è che l’investitore intelligente dovrebbe insistere su un margine di sicurezza quando acquista un bene.
  5. E infine, il punto chiave numero 5 è che rischio e rendimento non sono necessariamente correlati.

 

 

Guarda la lista dei migliori libri per chi vuole:



Cosa ne pensi del riassunto di quanto dice Graham?

Queste indicazioni sono ancora applicabili oggi in Italia, come lo erano nel 1970s in America?

Tu come fai a investire?

Scrivilo nei commenti.

4 pensieri su “The intelligent investor in Italiano (riassunto da PDF)

  1. Pingback: Carmine da Torino

    • Rendite Passive dice:

      Grazie carmine. Quello che insegna questo libro ha fatto guadagnare davvero molto a chi lo ha letto negli anni. Presto scriverò qualcosa di più complesso a riguardo di questa tecnica e come attualizzarla al 2020. A presto.

  2. Maurizio dice:

    Bel riassunto chiaro ed efficace.

    Per me che sono molto pragmatico,ed avendo già individuato (anche grazie a Yahoo Finanza) quali sono le azioni del mercato americano e Etf azionari in cui investire,vedo in questo momento come prioritario il capire quale è il momento migliore per comprare a prezzi ribassati.

    E cioè, se alla luce della attuale emergenza sanitaria e crisi economico-finanziaria che ne consegue,sia ora il momento migliore o convenga ancora aspettare altri eventuali ribassi dei prossimi mesi.

    • Rendite Passive dice:

      Grazie Maurizio!
      Ti rispondo con i dati di uno studio Americano fatto sul Dow Jones che ho letto oggi e capita a fagiolo.
      Dopo le crisi come questa (intense), i rally che ne sono seguiti sono stati spesso spettacolari. Adesso non è sicuro che succeda ancora, ma in passato nell’arco di un anno dopo il crollo, le azioni USA, sono aumentate in media del 44,7%. E continuano a guadagnare in media del 66,3% entro il terzo anno.
      Non direi che l’economia Europea possa fare questi numeri, ma a mio parere, questo è un momento spettacolare per iniziare a investire. Inoltre i miei broker non mi fanno pagare di più per investire su mercati USA e World. Dato che neanche mi piacciono i facili entusiasmi, io non ho fretta e non escludo altri movimenti violenti dei mercati nei prossimi mesi. Non perché io ho la sfera di cristallo (mi piacerebbe), ma solo perché molte altre volte è andata così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: ⛔️Il materiale che stai cercando di copiare è protetto da © Copyright. Metti un link a questo contenuto invece di copiarlo.