Aggiornato il 1 Agosto 2026
L’imposta di bollo sugli investimenti è una tassa annuale applicata sul valore dei prodotti e strumenti finanziari detenuti presso banche e intermediari.
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L’imposta di bollo sugli investimenti si calcola in base al valore complessivo degli strumenti finanziari detenuti presso la banca o l’intermediario al termine del periodo di rendicontazione.
La misura standard è pari allo 0,20% annuo, cioè 2 euro ogni 1.000 euro di valore investito.
Per i conti correnti con una giacenza media superiore a 5.000 euro, può essere applicato un importo fisso minimo di 34,20 euro. È stata introdotta con il Decreto Salva Italia del 2011 come forma di prelievo patrimoniale e riguarda conti correnti, conti deposito, dossier titoli e investimenti come azioni, obbligazioni, fondi comuni ed ETF.
In assenza di un prezzo di mercato, il calcolo si basa sul valore nominale o di rimborso dei titoli. Gli intermediari applicano e addebitano l’imposta automaticamente, in qualità di sostituti d’imposta.
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Esempi di calcolo pratico
| Tipologia di investimento | Valore medio annuo | Aliquota / importo | Imposta di bollo dovuta |
|---|---|---|---|
| Conto corrente | 8.000 € | 34,20 € fissi | 34,20 € |
| Conto deposito | 25.000 € | 0,20% | 50,00 € |
| Dossier titoli (azioni, ETF, obbligazioni) | 100.000 € | 0,20% | 200,00 € |
| Fondo pensione | 15.000 € | Esente | 0 € |
| Titoli di Stato italiani (BTP, BOT) | 50.000 € | 0,20% | 100,00 € |
L’imposta viene addebitata con frequenza annuale o trimestrale, in base alla rendicontazione del conto o del portafoglio titoli.

È quindi importante monitorare periodicamente il valore del saldo e del portafoglio, per conoscere con precisione quanto si pagherà al 31 dicembre.
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Cos’è l’imposta di bollo sugli investimenti
Riepilogo rapido: dove e quanto si paga
| Tipologia di strumento finanziario | Applicazione dell’imposta di bollo | Aliquota o importo |
|---|---|---|
| Conto corrente | Giacenza media superiore a 5.000 € | 34,20 € annui (persone fisiche) |
| Conto deposito | Tutti i saldi | 0,20% sul valore |
| Dossier titoli | Tutti i titoli detenuti (azioni, ETF, fondi, obbligazioni) | 0,20% annuo sul valore complessivo |
| Titoli di Stato | Tutti (BTP, BOT, CCT) | 0,20% annuo, come azioni ed ETF |
| Fondi pensione | Esenti da imposta di bollo | — |
L’imposta di bollo è una tassa patrimoniale applicata sul valore dei prodotti e strumenti finanziari detenuti presso banche o intermediari. È stata introdotta con il Decreto Salva Italia del 2011 e regolata dalla Legge di Stabilità 2014, con l’obiettivo di tassare il possesso di conti correnti, conti deposito e titoli.

A differenza delle imposte sui redditi, l’imposta di bollo non colpisce i guadagni ma il valore complessivo degli investimenti. Viene calcolata in percentuale annuale sul controvalore del portafoglio o in misura fissa per i conti correnti. Gli intermediari finanziari fungono da sostituti d’imposta, addebitando automaticamente la somma dovuta in base alla rendicontazione periodica.
Si applica su una vasta gamma di strumenti: azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF e titoli di Stato, oltre ai depositi bancari. In breve, chiunque detenga attività finanziarie in Italia è soggetto a questa tassa, salvo specifiche esenzioni previste dalla normativa vigente.
Imposta di bollo su conto corrente e conto deposito
L’imposta di bollo applicata a conti correnti e ai migliori conti deposito rappresenta una delle forme più comuni di tassazione sui risparmi. Si basa sulla giacenza media annua e viene addebitata dalla banca come sostituto d’imposta, in genere a fine anno o ogni trimestre.
Tabella riepilogativa
| Tipologia di conto | Soglia di applicazione | Misura dell’imposta | Note principali |
|---|---|---|---|
| Conto corrente (persone fisiche) | Giacenza media > 5.000 € | 34,20 € fissi/anno | Esente se saldo medio ≤ 5.000 € |
| Conto corrente (aziende e enti) | Nessuna soglia | 100 € fissi/anno | Applicata a prescindere dal saldo |
| Conto deposito libero | Nessuna soglia | 0,20 % sul saldo | Proporzionale |
| Conto deposito vincolato | Alla fine del vincolo | 0,20 % sul capitale vincolato | Addebito alla scadenza del vincolo |
| Conto deposito promozionale | Variabile | 0 € (a carico banca) | Alcune banche coprono il bollo per 12 mesi |
L’imposta proporzionale dello 0,20 % si applica sul valore medio annuo dei fondi depositati.
Ad esempio, un deposito libero da 10.000 € genera un’imposta di 20 €, mentre uno da 30.000 € comporta un addebito di 60 €.
Molti istituti offrono promozioni temporanee che coprono l’imposta di bollo per il primo anno o fino a una certa soglia di capitale: un vantaggio utile da valutare prima di cambiare banca o aprire un nuovo conto deposito.
¢Prodotti finanziari soggetti ed esenzioni
L’imposta di bollo non pesa solo sui conti correnti o sui depositi in banca. Si applica anche su quasi tutti gli strumenti finanziari che un investitore tiene nel proprio dossier titoli.
In pratica, ogni anno lo Stato chiede lo 0,20% del valore del portafoglio, calcolato al 31 dicembre o alla fine del periodo di rendicontazione.
Non tutti però pagano allo stesso modo. Alcuni investimenti sono esenti o parzialmente esclusi, grazie a regole fiscali specifiche.
Riepilogo rapido
| Strumento | Si paga il bollo? | Aliquota / esenzione | Cosa sapere |
|---|---|---|---|
| Azioni, ETF, obbligazioni | ✅ Sì | 0,20% annuo | Calcolato sul valore di mercato |
| Fondi comuni | ✅ Sì | 0,20% annuo | Addebitato a fine anno sul valore delle quote |
| Titoli di Stato italiani | ✅ Sì | 0,20% annuo | Inclusi BOT, BTP, CCT. Esenti da successione e ISEE, ma il bollo si paga |
| Fondi pensione | ❌ No | Esente | Non pagano imposta di bollo annuale |
Attenzione a un equivoco comune sui BTP. I titoli di Stato italiani sono esenti dall’imposta di successione e sono esclusi dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro.
Questo porta molti a pensare che siano esenti anche dal bollo. Non è così: i BTP, BOT e CCT pagano l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, esattamente come azioni ed ETF. L’esenzione riguarda altre imposte, non il bollo.
Nel concreto, la banca o il broker fa tutto in automatico: calcola e addebita l’importo senza bisogno di fare nulla.
Chi punta a investire nel lungo periodo può ridurre l’impatto fiscale per risparmiare sul bollo e sulla tassazione generale.
Quando e come si paga l’imposta più terribile
Il pagamento dell’imposta di bollo non richiede nessuna azione da parte tua: è la banca o il broker a occuparsene in automatico. Di fatto, è una tassa patrimoniale.
Ogni istituto agisce come sostituto d’imposta (il broker, ad esempio), cioè calcola quanto devi e addebita la cifra direttamente dal conto o dal dossier titoli.

La frequenza del pagamento dipende da come la banca invia la rendicontazione:
| Tipo di rendicontazione | Quando si paga | Dettagli |
|---|---|---|
| Trimestrale | 4 volte l’anno | Il bollo si divide in quattro rate da 8,55 € (se fisso) |
| Annuale | Una volta all’anno | Di solito l’addebito avviene a fine dicembre |
| Fine vincolo | Alla scadenza del deposito | Usato per conti deposito vincolati |
| Portafoglio titoli | Annuale | Calcolato sul valore al 31 dicembre |
Per esempio: se hai un conto corrente con estratto conto trimestrale, vedrai addebitati 8,55 € ogni tre mesi.
Se invece hai un dossier titoli, l’importo è proporzionale (0,20%) e viene addebitato in un’unica volta, a fine anno.
Attenzione: se hai più conti o più intermediari, ognuno applicherà il proprio bollo separatamente.
Conviene quindi monitorare dove tieni i fondi per evitare di pagare doppio su piccoli saldi che potrebbero restare sotto la soglia di esenzione.
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Strategie per ridurre o evitare l’imposta di bollo
L’imposta di bollo non si può eliminare del tutto, ma si può ridurre in modo legale e intelligente. Basta conoscere alcune regole fiscali e scegliere gli strumenti giusti.

Ecco le soluzioni più efficaci:
- Sotto i 5.000 euro: nessuna imposta di bollo
Se la giacenza media annua del tuo conto corrente resta sotto 5.000 euro, non paghi nulla. È la soglia ufficiale di esenzione. - Titoli di Stato esteri “white list”
Alcuni titoli pubblici esteri non prevedono il bollo se esiste un accordo fiscale bilaterale con l’Italia. Verifica sempre la lista aggiornata dell’Agenzia delle Entrate. - Promozioni bancarie
Alcuni istituti coprono l’imposta di bollo per i nuovi clienti o per i depositi vincolati. È una strategia usata spesso per attirare liquidità. Fineco Under 30 spesso lo fa, mentre il Conto Mediolanum no. - Accorpare conti e ridurre i saldi inutili
Avere più conti con pochi soldi può farti pagare il bollo più volte. Meglio concentrare la liquidità su uno o due conti principali per evitare doppi addebiti. - Strutture societarie per grandi patrimoni
Per capitali molto elevati (oltre 7 milioni di euro), alcune famiglie usano veicoli societari o trust per gestire gli investimenti e ottimizzare il carico fiscale.
In sintesi: il modo più semplice per pagare meno è diversificare in strumenti esenti e monitorare la giacenza media e non tenere troppi soldi sul conto, meglio investirli in sicurezza quando possibile. Con un po’ di pianificazione, si può risparmiare anche qualche centinaio di euro all’anno senza rischiare sanzioni dall’agenzia delle entrate.
- Liquido, nessun vincolo
- Tassazione 26%
- Garanzia FITD fino a 100.000€
- Rendimento a scadenza
- Tassazione agevolata 12,5%
- Rischio se vendi prima
- Rendimento storico più alto
- Tassazione 26%
- Oscilla, può scendere
- Non rende nulla
- Il valore reale scende
- Bollo 34,20€ oltre 5.000€
Conto deposito a interesse composto annuo; BTP ed ETF a capitalizzazione composta. Stime indicative al lordo dell’imposta di bollo (0,20%) e dei costi. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Conclusioni e domande frequenti sull’imposta di bollo
L’imposta di bollo è una tassa semplice da capire ma spesso ignorata da chi investe. Anche se l’aliquota dello 0,20% può sembrare piccola, su capitali importanti diventa una voce di costo che riduce il rendimento reale.
Conoscere come funziona, quando si paga e quali strumenti ne sono esenti permette di risparmiare in modo legale l’imposta di bollo, senza rinunciare alla diversificazione.
In sintesi:
- si paga lo 0,20% annuo sul valore degli investimenti;
- è fissa a 34,20 euro per i conti correnti sopra i 5.000 euro;
FAQ
I BTP e i titoli di Stato pagano l’imposta di bollo?
Sì, anche BTP, BOT, CCT e gli altri titoli di Stato italiani pagano l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, esattamente come azioni, obbligazioni ed ETF. È un punto che confonde molti, perché i titoli di Stato hanno una tassazione agevolata al 12,5% sui rendimenti: quella agevolazione però riguarda solo l’imposta sui guadagni, non il bollo. Sul bollo paghi lo 0,20% come su qualsiasi altro strumento, salvo casi specifici di esenzione previsti da accordi bilaterali per alcuni titoli esteri.
Cosa succede se ho più di 100.000 euro sul conto o sul dossier titoli?
Sul conto corrente non cambia nulla: per le persone fisiche l’imposta di bollo resta fissa a 34,20 euro all’anno, qualunque sia il saldo, anche se superi i 100.000 euro. Non esiste un tetto massimo per le persone fisiche. Sul dossier titoli invece l’imposta è proporzionale: lo 0,20% si applica sull’intero controvalore, quindi più cresce il portafoglio più paghi, senza limite massimo. Il tetto massimo di 14.000 euro esiste solo per i soggetti diversi dalle persone fisiche (aziende, enti, società). Per un investitore privato, insomma, non c’è alcun massimale.
Quando si paga l’imposta di bollo sugli investimenti?
Di solito si paga una volta l’anno, a fine dicembre, oppure ogni trimestre se la banca invia estratti conto trimestrali. L’importo viene addebitato automaticamente dall’intermediario finanziario, che funge da sostituto d’imposta.
Quali sono le tasse che si pagano sugli investimenti in Italia?
Oltre all’imposta di bollo (0,20%), in Italia si pagano anche le imposte sui rendimenti: il 26% su azioni, obbligazioni e fondi, e il 12,5% sui titoli di Stato. L’insieme di queste imposte incide sul rendimento netto, quindi è importante pianificare la strategia fiscale in anticipo.
Come non pagare l’imposta di bollo sui prodotti finanziari?
Non è possibile evitarla sempre, ma si può ridurre o azzerare scegliendo strumenti esenti come fondi pensione o mantenendo la giacenza media sotto 5.000 euro. Alcune banche offrono promozioni che coprono il bollo per i nuovi clienti.


