Come investirei 100 mila euro. L’alternativa al conto deposito

Cosa considero prima di investire 100 mila euro?

Esistono rendite passive alternative al conto deposito? (con rischi diversi)

Tempo di lettura: 5 min

 Uova-paniere-investimenti diversificati


Premessa: Io sono solo un investitore contento. Io non sono un consulente o un promotore finanziario autorizzato. Io non suggerisco investimenti né prodotti finanziari, né mi interessa farlo. Per chiedere consigli di investimento personalizzati non scrivermi, piuttosto rivolgiti alle sedi ufficiali.

Regola N°1 degli investimenti

Banalissima regola numero uno è diversificare è la prima cosa saggia da fare, quindi non mettere tutte le uova in un solo paniere.

Un consulente finanziario indipendente è senza dubbio colui che può orientare le scelte nel modo migliore, in questi casi. L’importante è assicurarsi che lo sia davvero, indipendente.

Io sono un investitore, non intendo sostituirmi al consulente e non entrerò nel dettaglio del caso in questione, ma prendendo spunto dalla domanda iniziale, offrirò una carrellata di soluzioni davvero poco tradizionali e scontate a chi ha voglia di ottenere di più iniziando magari a capirci qualcosa operando in autonomia.

Molte di queste strategie le ho adottate io stesso per proteggere e moltiplicare i miei risparmi oggi.

Sono soluzioni (come tutto) non esenti da rischi, ma anche a bassissima “manutenzione” e dove si può riuscire a trovare il giusto equilibrio tra rischio e rendimento.

Le ultime strategie che menzionerò sono molto più adatte a me, che mi considero un investitore attivo.

 


Da dove ho iniziato per gestire i soldi

Io cerco rendimenti mentre apprendo sul campo a gestire il mio denaro.

Quindi ti risparmierò percentuali e calcoli soporiferi.

Prima di investire poi, ha sempre senso valutare anche due cose che spesso non sembrano investimenti.

Una è l’abbattimento del debito (per chi ne ha) ed un’altra è investire su se stessi, sul proprio progetto personale.

In questo secondo caso parlo di corsi, formazione, ma anche la ristrutturazione del proprio spazio web o l’acquisto di strumenti di lavoro avanzati che ci faranno poi guadagnare di più. (…no, la macchina cabrio non rientra in questa categoria..)

Quando si ha un capitale da investire, a volte, per ragioni diverse, non ci si vuole affidare a nessuno.

Allora invece di parcheggiare i soldi sul conto corrente ad interessi bassi o negativi, io ho trovato sorprendentemente vantaggioso sperimentare le nuove tecnologie offerte dal web, sempre con le dovute precauzioni.

Esistono strumenti che facilitano il compito rispetto al passato e non hanno una curva di apprendimento troppo ripida, in sostanza, imparo subito ad usarli.  Mi riferisco principalmente a piattaforme di “Social Lending” (prestiti tra privati), agli advisor automatici e ai “network di social trading”. Il trading online fatto in autonomia e gli investimenti che richiedono competenze specifiche, resteranno fuori da quest’elenco, lo stesso vale per assicurazioni  e prodotti complessi e costosi, che si trovano facilmente anche in banca.

 Investitore attivo o passivo


Prestiti tra privati, il Social Lending (finalmente spiegato in italiano)

 Stretta di mano p2p lending

La rivoluzione finanziaria in corso scatenata dalle “tecnofinanze” sta facendo rendendo accessibile un nuovo tipo di prestiti fatto direttamente tra privati.

Si tratta di far incontrare soggetti che chiedono denaro con persone in grado di prestarlo. Il concetto non è diverso da quello su cui lavorano Airbnb e Uber, fanno incontrare persone con necessità affini o complementari, solo che con i prestiti non conoscerai mai il soggetto a cui presti denaro.

In passato l’intermediario è sempre stato una banca, oggi posso sfruttare dei software disegnati allo scopo di “fare io stesso da banca”.

Abbassando i margini di intermediazione aumentano i vantaggi reciproci.

Spieghiamo maccheronicamente il Social Lending (detto anche p2p lending) in italiano.

Esempio: se una donna in un altro paese europeo compra un’automobile a rate e si impegna a pagare interessi del 20% sul debito contratto, noi possiamo comprare una parte di quel debito e dividere gli interessi con la piattaforma che ci offre il servizio.

Il risultato è che otteniamo interessi molto maggiori a quelli offerti con modalità tradizionali nel nostro paese, allo stesso tempo ci esponiamo a rischi non trascurabili ma molto trasparenti e valutabili.

Infatti molti di questi siti ci danno tutte le informazioni che ci servono per fare noi stessi un’analisi e, molto importante, si accollano l’onere di assegnare il rischio credito degli individui (o più raramente aziende).

Tutte comunque ci sollevano dal dover “inseguire” i debitori se non pagano e, le migliori, addirittura a volte ci rimborsano se qualcuno non paga le rate.

Ovviamente la diffidenza verso questi strumenti sconosciuti è altissima.

Tanti sostengono che è debito cattivo e che c’è pericolo.

Peccato che troppo spesso si tratta dell’opinione di chi non ha speso neanche una mezz’ora per capire meglio di cosa si tratta.

Essendo qualcosa di nuovo, spesso spiegato in inglese, spesso addirittura senza commissioni(!!), allora si deduce che debba essere per forza una fregatura…

…e invece il “social lending” non è proprio niente di nuovo, perché esiste dal 2005, esiste anche in italiano, ma le commissioni quelle no, quelle davvero non si pagano quasi mai.

Direi che ce n’è abbastanza per essere quantomeno curiosi.

 

Io ho impegnato qualche mese a capire meglio, studiare il rischio e stabilire quanto del mio portafogli andava allocato in queste sbalorditive tecnologie.

Ora sono soddisfatto e incasso regolarmente interessi ben superiori al 10% annuo.

Ho dedicato, come è saggio fare, solo una parte del mio capitale di rischio in questi investimenti ed ho diversificato anche geograficamente l’esposizione.

I miei preferiti al momento sono Mintos e Bondora. Qui racconto la mia esperienza (meno entusiasmante, ma non proprio negativa) con Fixura.


 Advisor finanziari automatici

Si tratta di piattaforme dedicate ai servizi di consulenza di investimento automatiche.

Usano algoritmi totalmente automatici o anche un mix tra consulenza umana e algoritmo. Esistono all’estero già da anni e promettono di abbattere le spese di consulenza. I pareri sono abbastanza positivi per adesso, e può essere interessante fare un test, anche solo in “demo” per capire di cosa si tratta.

In Europa ogni paese ha i propri advisors automatici, e i paesi più avanzati in questo settore sono UK e Germania. Uno di quelli in euro che riscuote più successo è  Nutmeg , che è molto interessante.

Negli USA dal 2008 funziona Betterment , tra i tanti. Betterment Non funziona in Italia.


Yellow Advice - Una nuova idea di consulenza

In Italia Mediobanca con la sua CheBanca! ha lanciato da qualche tempo il suo”Yellow Advice” . Questo servizio ibrido innovativo tende a far investire prevalentemente in prodotti della stessa banca, naturalmente. Dopo un questionario preliminare si stabilisce un profilo di investitore e inizio ad investire. Il minimo è 20.000 euro.

I costi e le commissioni ci sono eccome, ma può essere un modo per iniziare a prendere coscienza del problema “investimenti” e capirci qualcosa senza rischiare di sbagliare troppo.


 Il robot degli investimenti più famoso in Italia

 

Il più famoso “player” italiano di consulenza automatica detta anche “robo-advisoring” è MoneyFarm.

 

 Strumenti-investimento-online-moneyfarm

Il sito è splendido, gradevole da navigare e molto chiaro, anche qui i costi ci sono, ma non sono affatto nascosti e salgono in proporzione alla cifra investibile.

Si segue un percorso chiaro e ben strutturato, che anche in questo caso inizia con un questionario, poi si esamina il portafoglio che MoneyFarm ha creato su misura per noi e, se lo approviamo, possiamo iniziare ad investire.

Come funziona il servizio Moneyfarm?

Mi piace l’approccio meno legato ad un brand di prodotti, questo apre alla possibilità di pagare commissioni inferiori.

Quello che mi piace ancor di più è senza dubbio il fatto che MoneyFarm introduce finalmente anche i profani alla comprensione delle regole basiche per comporre un portafoglio.

Senza stress, anche chi è a digiuno di educazione finanziaria, con MoneyFarm può costruire un portafoglio equilibrato.


Diversificare a tutti i costi?

Diversificare sì, ma devi fare una scelta!

Harry Browne, un americano studioso di investimenti, tempo fa studiando i mercati disse che le componenti di questi funzionano come vasi comunicanti, per cui il suo  Portafoglio Perfetto” era costituito semplicemente da 4 parti equiponderate.  

Ossia :

  • Liquidità
  • Obbligazioni governative a lungo termine
  • Oro
  • Azioni

Facile!

Oggi sappiamo che spostando con consapevolezza il peso di questi 4 elementi nel tempo, si finisce (quasi) sempre per guadagnare, anche quando la borsa scende.

Basta immaginare i mercati come vasi comunicanti in cui i grandi investitori si spostano a seconda della convenienza di un asset o di un altro.

Le statistiche confermano che può funzionare, ma è più facile a dirsi che a farsi. Il Sig. Browne usava questo mix per abbassare la volatilità, e ci riusciva benissimo.

I robo-advisor ti avvicineranno a questo concetto, nel senso che non servono chissà quali strumenti attivi e costosi, basta spostarsi. Come mostra la foto sopra, risultano finalmente chiari i “pesi” di ciascun settore e la diversificazione geografica e valutaria.


👩‍💻 Social trading network

Questi sono strumenti per chi ha davvero voglia di “mettere le mani in pasta” e cominciare ad operare in borsa avvantaggiandosi dell’assistenza fornita dagli altri utenti.

Si possono perdere/guadagnare molti soldi specialmente se non si conoscono i rischi collegati all’investire in borsa. Qui trovo di tutto, dagli investimenti più tranquilli e conservativi fino alle criptovalute e gli strumenti con leva. Per rendere l’idea possiamo paragonarli ad un coltello, possiamo usarlo per spalmare la nutella o per commettere un crimine, sta a me scegliere.

In genere spalmo la nutella, per fortuna!

Chi prova ad usarli in genere nonni espone per più del 10% del capitale destinato agli investimenti. Dopo qualche mese di test si cominciano a misurare i risultati (o i danni).

Il principio su cui si basano le piattaforme di “social trading” è davvero semplice.

Copiare. Copiare. Copiare.

(Non confondere gli inglesismi.. social trading non c’entra niente col network marketing)

 

Copiare chi?

Copiare i traders migliori ovviamente! 

Infatti in inglese si distingue tra “mirror o copy trading” con piccole differenze tra l’uno e l’altro.

In sostanza  sono social networks dove si possono banalmente copiare gli investimenti degli altri investitori che hanno successo ed ottenere risultati simili.

All’improvviso dunque, come investitore non sono più solo, ma condivido i problemi e le scelte con migliaia di persone affini.

Come sempre però devo ricordare che le performance passate non sono mai garanzia per quelle future. Quindi se posso, seleziono traders esperti da seguire e non i fortunati di passaggio. Non investo tutto quello che ho. Fare trading comporta rischi.


 Lo strumento più famoso in questo settore è E-Toro.

Con E-Toro resto sempre padrone del mio conto e dei miei soldi, ho il controllo totale, e sono l’unico da biasimare per le scelte sbagliate o da elogiare per aver fatto quelle giuste e profittevoli.

I ritorni e le perdite possono essere importanti, ma ribadisco, lo vedo come uno strumento per copiare ed imparare, e poi un giorno diventare indipendenti.

E-Toro esiste dal 2007, quindi non è una novità, ispirandosi a Facebook, diede modo ai traders di condividere informazioni ed il suo successo è andato sempre aumentando. Il boom arrivò quando permise appunto il “copy trading”, quindi il poter imitare i Top Performers e sapere quanta gente li stava imitando.

Dal 2016 offre una funzione in più, i “CopyFunds”. Questi si dividono in “Market CopyFunds” e in “TopTrader CopyFunds”. I Market Copy permettono di imitare un fondo gestito da algoritmi proprietari, quindi si da mandato a E-Toro di gestire una parte del portafoglio (a differenza dell’uso standard).

I TopTrader Copy invece replicano, come immaginabile, le strategie dei traders selezionati. Tutto questo è frutto di tecnologie avanzatissime, ora disponibili a costi secondo me onesti.

Attenzione, condividono perché ci guadagnano, e io con loro. È importante sapere che operare in CFD ci espone a rischi alti.


Un altro gigante del “social trading” è Zulutrade

ZuluTrade è focalizzato sul mercato Forex (cambi) ed è un sito un pò più complesso da usare all’inizio, anch’esso fornisce una sezione “demo” per iniziare a fare i propri esperimenti in maniera indolore. Il mercato dei cambi è sempre aperto e chi ci lavora già sa che è qualcosa da seguire continuamente, con questo motore invece si può dedicare solo il tempo che si vuole e anche affidarsi a strumenti accessori come la “ZuluGuard”, per proteggersi dalle perdite improvvise.

ZuluGuard rappresenta un grosso aiuto per chi vuole iniziare a fare trading e profitto nel web ma non ha voglia di farsi spennare per inesperienza.

Naturalmente anche qui posso generare rendimenti o farmi male e molto dipenderà da quanta padronanza avrò dello strumento e da quanto veloce imparerò a seguire i veri top performers.

La complessità è dovuta al fatto che offre davvero tantissimo, anche per questo non è adattissimo a chiunque sia alle prime armi.

What is ZuluTrade?

Esistono finalmente strumenti nuovi a costi bassissimi offerti dalle nuove tecnologie, sono già online ora, sta a me imparare ad usarli e far rendere il mio denaro, a farlo lavorare per me, mentre mi dedico a quello che più mi piace nella vita.

Suonano come fantasie vero? Eppure non è impossibile. I nostri genitori non hanno avuto queste opportunità, noi si, io lo sto facendo già.

Se hai trovato utili queste informazioni condividile, confrontati con gli altri, fai invece di aspettare.

 Scarica la mia checklist per il P2P Lending
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