Azioni con Dividendi più Alti e Mensili: Migliori 2026 Italia

Dividendi azioni Come trovare i migliori
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Investo in azioni che pagano dividendi da quando ho iniziato a costruire il mio patrimonio, e negli anni ho imparato una cosa che nessuna classifica di rendimenti ti dice: il dividendo più alto non è quasi mai il migliore. Il rendimento che vedi sbandierato in cima alle liste spesso è alto proprio perché il titolo è in difficoltà, oppure perché sta distribuendo utili che non torneranno l’anno dopo.

Ho visto più volte investitori entusiasti comprare un titolo al 12% e ritrovarsi, dodici mesi dopo, con un dividendo dimezzato e il capitale in perdita.

In questa guida trovi le azioni con i dividendi più alti del 2026, in Italia, Europa e USA, ma filtrate con il criterio che uso per il mio portafoglio: la sostenibilità. Prima le liste, perché immagino tu voglia subito i nomi. Poi il calcolatore per vedere quanto rendono davvero, e infine il metodo con cui li scelgo, così puoi farlo anche da solo.

Il punto in una riga: un dividendo del 10% che viene tagliato l’anno prossimo vale meno di un dividendo del 4% che cresce ogni anno. Le tabelle danno priorità ai titoli che possono continuare a pagare.

Azioni con i dividendi più alti in Italia nel 2026

Ho preso i titoli di Piazza Affari con il rendimento più alto e ho tolto le trappole: società che pagano più di quanto guadagnano, dividendi straordinari spacciati per ordinari, micro-società illiquide su cui non metterei mai i miei soldi. Quello che resta è una lista di titoli che pagano bene e hanno i conti per continuare. Dati aggiornati a giugno 2026: il rendimento si muove ogni giorno col prezzo, quindi verificalo sempre prima di comprare.

TitoloRendimentoSostenibilitàPerché la tengoCompra
🇮🇹Banca IFIS~9,3%Da monitorareRendimento reale e ordinario, ma gli utili 2025 includono una plusvalenza non ricorrente (operazione illimity): il dividendo 2027 potrebbe normalizzarsi.
🇮🇹INWIT~8,8%SostenibileTorri di telecomunicazione: ricavi da contratti pluriennali, flussi di cassa prevedibili, dividendo in crescita.
🇮🇹Banca Mediolanum~5,7%SostenibileModello di raccolta e gestione del risparmio, dividendo crescente da anni con acconto e saldo.
🇮🇹Enel~4,9%SostenibileUtility con una politica che fissa un dividendo minimo garantito: prevedibilità da manuale.Dove comprarla
🇮🇹Snam~4,9%SostenibileUtility regolata sulla rete del gas: il compounder difensivo per eccellenza, dividendo su piano pluriennale.Dove comprarla
🇮🇹Hera~4,4%SostenibileMultiutility con dividendo in crescita costante da oltre dieci anni: poco appariscente, molto affidabile.Dove comprarla
🇮🇹Unipol~4,4%SostenibileAssicurativo con utili in forte crescita, yield solido coperto dai risultati.Dove comprarla
🇮🇹Banca Generali~4,4%SostenibilePrivate banking, utile in crescita e dividendo storicamente in aumento.Dove comprarla
🇮🇹Generali~3,9%SostenibileIl classico titolo assicurativo da cassettista: dividendo affidabile e in crescita, utile in aumento.Dove comprarla
🇮🇹Terna~3,9%SostenibileLa gemella di Snam sulla rete elettrica: dividendo programmato e crescente, rischio basso.Dove comprarla

Nota mia da chi ci mette i soldi: le utility regolate (Snam, Terna, Hera, Enel) rendono meno di IFIS o INWIT, ma alzano il dividendo quasi ogni anno. Per un obiettivo di rendita che cresce nel tempo sono la spina dorsale del portafoglio, non il contorno. I rendimenti più alti li tengo, ma con una fetta più piccola e con l’occhio sui conti. È il primo errore che vedo fare: riempire il portafoglio solo di doppie cifre e ritrovarsi con una rendita che traballa alla prima crisi.

Per comprare azioni da dividendo conta il broker giusto: commissioni basse, gestione automatica delle cedole e fiscalità italiana in regime amministrato ti semplificano la vita. Ho confrontato i migliori nella guida dedicata: migliori broker per azioni e ETF.

Calcolatore: quanto rendono davvero i tuoi dividendi

Ora che hai i nomi, uno strumento per capire cosa significano in soldi veri. Inserisci i tuoi numeri e vedi il reddito annuo da dividendi, quanto ti resta al netto della tassazione del 26%, e soprattutto la differenza tra incassare le cedole e reinvestirle. È qui che si vede la forza del lungo periodo, ed è il motivo per cui a un dividendo alto preferisco un dividendo che cresce.

Simulatore reddito da dividendi

Reddito lordo, netto (tassazione 26%) ed effetto del reinvestimento nel tempo.

Capitale finale
€0
Dividendo annuo lordo
€0
Dividendo annuo netto (26%)
€0

Stima semplificata a scopo didattico: assume rendimento costante e reinvestimento dei soli dividendi (al netto della tassa). Non considera la variazione di prezzo delle azioni né l’imposta di bollo. Non è una consulenza finanziaria.

Azioni europee con dividendi alti e affidabili nel 2026

Fuori dall’Italia il ventaglio di aristocratici del dividendo si allarga: società che aumentano la cedola da decenni, spesso in settori difensivi. Ho applicato lo stesso filtro di sostenibilità. Attenzione però alla doppia imposizione: sui titoli esteri paghi una ritenuta nel Paese di origine più il 26% italiano. Ne parlo nel dettaglio più sotto.

TitoloRendimentoSostenibilitàNota
🇪🇸Enagás~8,2%Da monitorareRendimento alto sulla rete gas spagnola, ma la crescita del dividendo è frenata dalla regolazione: yield generoso, crescita limitata.
🇬🇧British American Tobacco~7%Da monitorareYield molto alto e cassa solida, ma settore tabacco in declino strutturale dei volumi. Stesso profilo di Altria.
🇫🇷TotalEnergies~5%SostenibileColosso energetico con dividendo robusto e buyback. Ciclico sul prezzo del petrolio, ma con cassa importante.
🇩🇪Allianz~4,5%SostenibileAssicurativo solido, dividendo ben coperto dagli utili e in crescita.
🇩🇪Munich Re~4,5%SostenibileRiassicurazione, payout intorno al 57% coperto da utili e flussi di cassa. Difensivo di qualità.
🇫🇷Sanofi~4%SostenibileFarmaceutico con lunga storia di dividendo crescente, poco correlato al ciclo economico.
🇬🇧Unilever~3,5%SostenibileBeni di consumo di base, dividendo affidabile da decenni. Rendimento medio, altissima prevedibilità.
🇩🇪SAP~1,5%SostenibileRendimento basso ma aumenta il dividendo ogni anno dal 1988: il compounder puro, per chi guarda ai prossimi vent’anni.

Per esporsi all’intero paniere senza scegliere i singoli titoli, molti preferiscono un ETF a distribuzione: ne parlo nella guida ai migliori ETF, dove trovi anche le versioni che pagano cedole periodiche.

Azioni USA con dividendi alti: occhio alla tassazione

Gli Stati Uniti sono la patria dei dividendi che crescono da mezzo secolo. Il rovescio della medaglia è fiscale: sui dividendi USA c’è una ritenuta alla fonte che, senza il modulo giusto, arriva al 30%. Con il modulo W-8BEN (che i broker seri ti fanno compilare in automatico) scende al 15%, e su quel 15% recuperi in parte con il credito d’imposta. Te lo spiego sotto, ma tienilo a mente leggendo questi rendimenti.

TitoloRendimentoSostenibilitàNota
🇺🇸Altria (MO)~6,4%Da monitorare56 anni di aumenti consecutivi e payout ancora coperto, ma volumi del tabacco in calo strutturale. Yield alto con un rischio dichiarato.
🇺🇸Verizon (VZ)~6,2%Sostenibile20 anni di crescita del dividendo, payout intorno al 57%. Debito alto ma coperto da margini solidi.
🇺🇸Realty Income (O)~5,7%SostenibileREIT che paga un dividendo mensile da 30 anni in aumento. Il ponte perfetto verso la sezione mensili qui sotto.
🇺🇸T. Rowe Price (TROW)~5,7%SostenibileGestore patrimoniale, aristocratico del dividendo con bilancio senza debito.
🇺🇸Eastman Chemical (EMN)~5,3%SostenibileAristocratico ciclico della chimica, rendimento alto in una fase di prezzi bassi.
🇺🇸PepsiCo (PEP)~3,5%Sostenibile51 anni di aumenti, difensivo di consumo. Rendimento medio, crescita affidabile.
🇺🇸Johnson & Johnson (JNJ)~3,2%Sostenibile62 anni di aumenti, un Dividend King. Il porto sicuro del portafoglio dividendi.
Parere personale, e ci metto la faccia: le tasse non sono il mio faro quando investo. So tenerne conto, calcolo sempre il netto, ma non rinuncio a un titolo di altissima qualità solo perché paga qualche punto di ritenuta in più. Se un’azienda è generosa e affidabile, la doppia imposizione la sopporto volentieri. Preferisco un ottimo titolo tassato che un titolo mediocre efficiente dal punto di vista fiscale.

REIT: i titoli immobiliari che pagano cedole frequenti

Se sei arrivato fin qui cercando dividendi generosi e frequenti, i REIT meritano un posto a parte. Un REIT (Real Estate Investment Trust) è una società quotata che possiede e affitta immobili, ed è obbligata per legge a distribuire gran parte degli utili sotto forma di dividendo: per questo i rendimenti sono spesso più alti della media e le cedole più frequenti, in certi casi mensili come Realty Income che vedi nella tabella USA.

Io stesso ho in portafoglio ETF immobiliari, che replicano un paniere di REIT invece di puntare sul singolo titolo: riducono il rischio specifico e restano semplici da gestire. Attenzione a un punto fiscale: i REIT hanno regole di payout diverse dalle società ordinarie, quindi un payout ratio alto è fisiologico e non va letto come un campanello d’allarme. Se l’immobiliare ti interessa, ho scritto una guida dedicata: cosa sono i REIT e come investire.

Come capisco se un dividendo è sostenibile (il mio metodo)

Ogni titolo nelle tabelle sopra è passato dallo stesso filtro. Non è complicato, e puoi applicarlo anche tu. Il concetto chiave è il payout ratio: quanta parte degli utili l’azienda distribuisce come dividendo. Se distribuisce più di quanto guadagna, prima o poi taglia. Prova con il calcolatore qui sotto: inserisci utile e dividendo per azione di un titolo qualsiasi e vedi il semaforo.

Verifica la sostenibilità di un dividendo

Inserisci utile per azione e dividendo per azione (li trovi nella scheda del titolo). Il semaforo ti dice se il dividendo regge.

Regola pratica: sotto il 60% il dividendo ha margine per crescere; tra 60% e 90% è da tenere d’occhio; oltre il 100% (o con utile negativo) l’azienda distribuisce più di quanto guadagna, segnale classico di un possibile taglio. Vale per le società ordinarie: i REIT seguono regole diverse e possono avere payout più alti in modo fisiologico.

Oltre al payout, guardo altre tre cose, sempre le stesse, da anni:

  • Storia del dividendo: lo ha aumentato o almeno mantenuto negli ultimi 5-10 anni? Un taglio nel passato è un campanello che non ignoro mai.
  • Settore: utility, assicurazioni e beni di consumo di base reggono meglio le crisi. Un rendimento alto in un settore ciclico va preso con le molle.
  • Origine del rendimento: lo yield è alto perché la cedola è buona, o perché il prezzo è crollato? Nel secondo caso il mercato ti sta avvertendo, e di solito ha ragione.

Applicare questi quattro criteri richiede cinque minuti per titolo e ti risparmia la maggior parte delle brutte sorprese. Non è una garanzia, i tagli capitano anche alle aziende solide, ma sposta le probabilità dalla tua parte. È esattamente quello che ho fatto per costruire le liste di questa guida.

E le azioni con dividendi mensili?

Molti arrivano qui cercando proprio i dividendi mensili, e ha senso: una cedola ogni mese somiglia a uno stipendio. La verità scomoda è che quasi nessuna azione europea o italiana paga mensilmente: lo standard è annuale o semestrale, con qualche caso trimestrale. I veri pagatori mensili sono i REIT americani come Realty Income (nella tabella USA), alcune BDC statunitensi e soprattutto certi ETF a distribuzione mensile.

Se il tuo obiettivo è una cedola ogni mese più che il singolo titolo, hai due strade. La prima, più semplice in Italia, sono gli ETF che distribuiscono mensilmente: li ho analizzati a parte nella guida ai migliori ETF. La seconda è costruire un “calendario di cedole” combinando titoli che pagano in mesi diversi, così da avere un flusso quasi mensile con azioni normali: più laborioso, ma con il pieno controllo su cosa hai in portafoglio.

Quanto ti tassano i dividendi (e come recuperare qualcosa)

In Italia i dividendi sono tassati al 26%, trattenuti direttamente dal broker se sei in regime amministrato: li incassi già netti, senza pensieri in dichiarazione. Sui titoli esteri si aggiunge la ritenuta del Paese d’origine (per esempio 15% sugli USA con W-8BEN, 26% in Francia, 15% nel Regno Unito), e scatta la doppia imposizione, solo in parte recuperabile.

Un dettaglio che pochi sfruttano: le minusvalenze accumulate (per esempio vendendo un titolo in perdita) non si compensano con i dividendi, che sono redditi di capitale “puri”. Si compensano invece con le plusvalenze da vendita di azioni ed ETF. È un tema tecnico ma che può valere parecchio a fine anno: lo spiego passo passo nella guida al recupero delle minusvalenze. Per la normativa fiscale sui redditi finanziari puoi consultare anche il portale Fisco e Tasse.

Domande frequenti

Chi paga i dividendi più alti in Italia?

A giugno 2026, tra i titoli con rendimento elevato e conti solidi, spiccano Banca IFIS (intorno al 9%, con la cautela sulla componente non ricorrente degli utili) e INWIT (circa 8,8%). Attenzione però ai rendimenti sopra il 10% che si vedono in cima alle classifiche grezze: sono quasi sempre dividendi straordinari una tantum o titoli in difficoltà, non redditi ripetibili.

Quali sono le migliori azioni da dividendo per il 2026?

Dipende dall’obiettivo. Per un reddito che cresce nel tempo, le utility regolate italiane (Snam, Terna, Enel, Hera) e gli aristocratici esteri (Allianz, Sanofi, J&J, PepsiCo) offrono il miglior equilibrio tra rendimento e sostenibilità. Per il rendimento immediato più alto, IFIS, INWIT, Enagás e Altria, accettando un rischio superiore.

Quali sono le azioni USA con alti dividendi?

Tra le più solide: Altria (~6,4%), Verizon (~6,2%), Realty Income (~5,7%, mensile), T. Rowe Price (~5,7%) ed Eastman Chemical (~5,3%). Ricorda la ritenuta alla fonte del 15% con modulo W-8BEN (30% senza), che si aggiunge al 26% italiano.

Quali sono i dividendi più alti a Piazza Affari?

Le classifiche per rendimento puro mettono in cima micro-società con yield anche sopra il 20-30%, ma sono quasi sempre trappole: dividendi straordinari o titoli crollati. Tra i titoli liquidi e affidabili, i rendimenti più alti sostenibili sono quelli di Banca IFIS e INWIT.

Le azioni pagano davvero un dividendo mensile?

Le azioni italiane ed europee quasi mai: pagano annualmente o semestralmente. I pagatori mensili sono soprattutto REIT e BDC statunitensi (come Realty Income) e alcuni ETF a distribuzione mensile. Per una cedola ogni mese, gli ETF a distribuzione sono la via più semplice in Italia.

Conviene comprare un’azione appena prima dello stacco del dividendo?

No, non c’è un pasto gratis: alla data di stacco il prezzo del titolo scende di un importo pari al dividendo. Incassi la cedola ma il valore dell’azione cala di altrettanto, e sul dividendo paghi pure il 26% di tasse. Ha senso comprare per la qualità e la crescita del dividendo nel tempo, non per intercettare la singola cedola.

Hai individuato i titoli che ti interessano? Il passo successivo è scegliere dove comprarli al costo più basso e con la fiscalità italiana gestita in automatico. Trovi il confronto aggiornato nella mia guida ai migliori broker per azioni e ETF.

I dati di rendimento sono aggiornati a giugno 2026 e cambiano continuamente col prezzo dei titoli: verifica sempre alla fonte prima di investire. Questo articolo ha finalità informative e riflette la mia esperienza personale di investitore; non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all’investimento. Investire in azioni comporta il rischio di perdere il capitale.

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35 pensieri su “Azioni con Dividendi più Alti e Mensili: Migliori 2026 Italia

  1. Paolo dice:

    Ho scoperto il tuo blog, me lo sto divorando da 24 ore. Complimenti, mi colpisce la competenza ed esperienza diretta su così tanti tipi di investimento. Segnalo un (possibile) errore. Mi risulta che la (doppia…) tassazione dividendi in Spagna sia del 19%. Prova a controllora, e nel caso a correggere un post comunque ottimo. Congratulazioni!

    • Rendite Passive dice:

      Grazie infinite per il contributo, Paolo. La Spagna ha riformato la materia nel 2015. Uno spagnolo residente paga dal 19% al 23% sul capital gain e il 19% sui dividendi percepiti in Spagna. Uno straniero non residente paga il 19%, quindi ho appena rimesso i numeri al loro posto! La doppia tassazione resta e va coordinato con l’accordo contro la doppia imposizione ITA ESP. In casi specifici, può avere senso liquidare l’investimento estero poco prima dello stacco e ricomprarlo dopo. Questo potrebbe avere senso dopo aver calcolato l’eventuale beneficio da compensazione di minusvalenze.
      🔴I titoli il giorno dello stacco tendono a perdere tanto valore quanto la cedola che staccano, quindi il successivo prezzo d’acquisto sarà presumibilmente più basso. NON la facciamo facile, serve una strategia.

  2. StudioLorenzoMartinelli dice:

    Sappi che io sarei disposto a pagare per avere la lista dei tuoi titoli. Intanto complimenti per la spiegazione. Ho iniziato a documentarmi. Work in progress!

  3. Simone da Mailand dice:

    belle dritte ma io ci ho già provato tempo fa, mica facile come la fai tu. le cose cambiano e le azioni che oggi sono buone domani stanno a -20

  4. anna dice:

    Salve il tuo blog è il migliore e più chiaro che ho visto. complimenti per le yue informazioni. sono principiante in questa materia e ho una età in cui non voglio rischiare.
    vorrei chiederti che cosa ne pensi dell’investimento in fondi con Allianz Bank. Sono un pò confusa sulla convenienza. grazie Anna

  5. SmaltoMaria dice:

    Scorciatoia attivata. Ho seguito passo passo. I primi euro di dividendo me li hanno pagati già dopo 2 settimane (non me lo aspettavo). Insomma funziona!

  6. ab dice:

    Circa la tassazione dei dividendi, ho letto che per azioni italiane sono tassati al 26% mentre per quelle estere, in presenza di accordi contro la doppia tassazione, sono tassati al 15% nel paese d’origine e per il resto – fino al 26% – in Italia. Tuttavia ho anche letto che la procedura per ottenere questo tipo di tassazione è macchinosa al punto da convenire solo se sono in ballo somme significative.

    Mi piacerebbe saperne di più, e sarebbe una bella idea se i broker online, che trattengono le tasse per conto dello stato, fornissero automaticamente come servizio l’evitare la doppia tassazione.

    • Sal @ Rendite Passive dice:

      Io sono dell’idea che prima di tutto devo guadagnare dai miei investimenti, poi viene il resto.
      Se investo in azioni italiane mi merito le performance (scarse) che offrono.
      Borsa italiana performa peggio delle altre da circa 15 anni. Perchè mettermi contro al mercato?
      Stesso discorso per i broker.
      Se i broker italiani costano sempre di più, perchè continuo ad usarli?
      Infatti uso solo broker esteri e prediligo titoli esteri.
      I calcoli sulle tasse li fa il commercialista.
      Se proprio non so a chi chiedere mi rivolgo a siti come tassetrading e per pochi euro fanno tutto loro.
      Il totale di tasse che si paga è praticamente identico. Italia o estero.
      Esistono piccoli tecnicismi che cambiano il risultato di uno zerovirgola nel lunghissimo periodo, ma non è una preoccupazione per la maggior parte dei risparmiatori.

      • Vito dice:

        Cia Sal, complimenti per la tua competenza e condivisione del tuo sapere. Io sono un neofita e il mio scopo è investire a lungo termine in etf ad accumulazione, quali etf mi proponi con un investimento iniziale di 1000€?
        Una mia preoccupazione è se compro da un broker è fallisce? Come faccio a comprare direttamente dall’emittente?
        Grazie

      • Albe dice:

        Ciao Sal. Prima di tutto complimenti per il tuo blog, lo sto seguendo ormai da un paio di mesi e sto trovando informazioni di incredibile valore e aiuto. Scusami anche se rispondo qua, non riesco a trovare il modo di iniziare un thread indipendente, ma la mia domanda credo sia coerente con quanto scritto qui in risposta. Se ho capito quello che tu dici. Investo dall’Italia con broker online su azioni alto dividendo negli US. Il broker trattiene il 15% dei guadagni alla frontiera, e poi applica il 26% italiano sul rimanente 85%. Quindi piu’ o meno il broker trattiene il 37% sui dividendi da azioni USA, mentre facendolo in Italia pagherei l’11% di meno. Tuttavia, nella tua esperienza e’ comunque piu’ redditizio pagare il costo aggiuntivo a fronte del fatto che i dividendi USA (mediamente) sono comunque piu’ alti e coprono, con guadagni netti, quell’11% in piu’ di tassazione. Ho capito bene? Grazie, ~V

        • Sal @ Rendite Passive dice:

          Alberto io preferisco titoli grandi, con una storia di dividendi lunga e stabile, quotati su borse forti.
          Potrei investire in titoletti italiani, quotati su una delle borse più deboli del pianeta, ma mi metterei contro la statistica.
          Io investo per guadagnare, quindi prima mi preoccupo di investire in titoli forti e generosi, poi delle tasse.
          È solo il mio stile, lo so che c’è chi preferisce i carrozzoni semi-statali italiani ma io non me la rischio.
          Il riassunto sulla tassazione che hai fatto è credibile ma io non tratto di fiscalità, non è il mio settore.

      • Ant dice:

        Ciao Sal ti seguo sempre, ottime articoli..davvero tanta roba!
        Sola una piccola precisazione=
        – Tutto vero per i broker italiani etc etc, ma da diversi anni uso IB (e anche Directa), ed ogni anno non basta per la legge italiana il report di IB, e l’elaborazione dati ( tramite tassetrading, dichiarativo o simili) ci vogliono almeno 300-400E!
        Quindi dalla mia esperienza, anche se i costi dei Broker italiani sono alti..ma si compensa eliminando l’elaborazione dati dei broker esteri.

        • Sal @ Rendite Passive dice:

          Caspita il mio commercialista non mi fa pagare niente e uso molti broker esteri. Non so dirti come mai. Directa è un pò piccolino come broker. Preferisco Fineco per massa critica.

      • Daniela dice:

        Ciao Sal, in merito al DIVIDENDGROWTH, cosa vuoi dire che si pagano solo le commissioni compravendita? Si tratta delle commissioni nel caso in cui il fondo venda delle azioni del suo portafolgio e ne prenda altre? Intendi questo? Inoltre, con rifeirmento al discorso tasse, dividengrowth è considerato azioni e quindi si può utilizzare eventualmente per compensare ETF? Grazie! daniela

        • Sal @ Rendite Passive dice:

          Questo portafoglio modello è stupendo per crearsi una rendita da dividendi senza fare nulla.
          Attenzione, non sto dicendo che è esente da rischi, ma la sua volatilità è bassa e i dividendi che genera sono veri.
          Stiamo parlando di un portafoglio di azioni di aziende grandi e affidabili, non di scommesse.
          Si, mi riferisco ad acquisti interni, ma al momento sono tutte azioni USA a costo zero, ma questo potrebbe cambiare un giorno.
          Si, le minusvalenze da ETF si possono compensare con plusvalenze da azioni.
          Questo smart portfolio paga i dividendi ogni mese sul conto.

          • daniela dice:

            Ciao Sal, ho bisogno ancora di un chiarimento. oggi su eToro leggo che il gruppo segna un profitto negativo – 10,6%. Anche in questi casi il portafolgio paga i dividendi ogni mese?
            Grazie!

          • Sal @ Rendite Passive dice:

            Si paga i dividendi ogni mese indifferentemente dall’andamento.
            I rendimenti non sono fissi ne garantiti.

          • daniela dice:

            Ciao Sal, vorrei capire meglio, scusa l’insistenza: questo smart portfoliopaga i dividenti ogni mese anche se il suo profitto oggi è indicato a -10,6%? Grazie!

          • Sal @ Rendite Passive dice:

            I portafogli modello con scopo “dividendo” versano i dividendi continuamente nel mio conto eToro.
            Quindi il bello è proprio questo, che non me ne frega più niente delle borse, sia se fanno +10% o -10% io ricevo sempre i dividendi.
            Investire in portafogli modello da dividendo genera una rendita passiva da quei soldi.
            Questa rendita non dipende molto dalle borse.

          • daniela dice:

            Ancora una domanda. hai scritto che è meglio acquistare azioni DOPO che è stato staccato il dividendo perchè costano d meno. Ma come si fa ad avere questa informazione? Dove si cerca il giusto timing? Grazie, daniela

          • Sal @ Rendite Passive dice:

            Facile. Se cerchi in Google qualcosa tipo “enel” data dividendo, trovi la data, ma questo non è un metodo per decidere di comprare, i parametri sono anche molti altri.

  7. Simone dice:

    Ciao Sal, da giorni sto iniziando a programmare un piano di accumulo di azioni da dividendi, da attuare per almeno 5 anni con reinvestimento dei dividendi. Mi sembra di capire che se reinvesto tutto immediatamente non genero plusvalenza e quindi niente tassazione giusto? Oltre i migliori brokers digitali hai da consigliare una banca o pensi che sia meglio organizzarsi solo su quello che offre il web?

    • Sal @ Rendite Passive dice:

      In Italia le tasse si pagano anno per anno, anche se si reinveste.
      Un piccolo vantaggio è che se genero una minusvalenze poi posso avere un credito d’imposta per la plusvalenza dell’anno dopo.
      Purtroppo io non conosco una banca che offre il suo broker a prezzi onesti in Italia.
      Fineco è caro, fino a 38€ per comprare e vendere un’azione e fa anche pagare per usare la piattaforma di trading avanzata.
      Directa un pò più economico ma comunque non paragonabile ai broker esteri.
      Andare fisicamente in banca (o al telefono) per inviare gli ordini è un bagno di sangue.
      Se hai dubbi sulla sicurezza pensa che tutti i broker di cui parlo tengono i miei titoli separati dalle loro finanze. Quindi se dovessero fallire io nn perderei nulla. Mi verrebbero restituiti i titoli.
      TradeRepublic o Degiro sono gruppi immensi e diffusi in tutta Europa.
      eToro ha 24 milioni di clienti in tutto il mondo.

  8. Emanuele dice:

    Ciao, seguo da qualche giorno i tuoi blog, complimenti.
    Ti volevo chiedere riguardo agli smart portfolio di etoro, fino a quanti ha senso copiarne?
    Esempio: sto provando il conto virtuale etoro e sto copiando 6 portfolios attualmente, mi chiedevo se ci fosse un numero consigliato da – a … per copiare i portfolio. Grazie

    • Sal @ Rendite Passive dice:

      Ciao Emanuele, non entro nello specifico, ma io copio più portafogli e non ci vedo alcun conflitto.
      Distribuire su più asset è sempre una buona idea.
      Preferisco però che alla fine, la maggior parte dei miei investimenti sia su ETF o titoli grossi, forti e affermati, non su crypto o investimenti alternativi.
      Quindi il cuore degli Smart che copio resta principalmente su ETF USA, poi viene tutto il resto in porzioni più piccole.

  9. Guy dice:

    Ciao Sal! Ancora conplimenti per il tuo blog. Tra i tuoi investimenti presenti o futuri c’è il bitcoin visto l’anno particolare che ci aspetta?!? E se si come ci investi? Conviene secondo te prendere tipo tot mila euro di bitcoin su un broker tipo Etoro? O ci sono altri metodi più convenienti? Grazie. Guy

      • Guy dice:

        È quello che ho pensato anche io. Pian piano anche grazie ai tuoi preziosi consigli forse sto imparando qualcosa. Stavo pensando di investirci qualcosa investendoci un pò alla volta entrando con piccole somme ogni 2-3 settimane come mi ha consigliato qualche mio amico. Tu ci investirai oppure è troppo rischioso secondo te il mondo cripto nonostante si attenda un anno boom?

        • Sal @ Rendite Passive dice:

          Non adoro nulla del mondo cripto. Non vedo valore aggiunto rispetto a tutti gli altri investimenti del mondo. Come valuta di scambio mi sembra invece una buona idea. Infatti nasce come valuta, non come investimento il Bitcoin.

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