Condivido come investo in autonomia

 

Chi vuole investire in autonomia fatica a trovare informazioni attendibili.

 

Se cerchi qualcuno che investe in autonomia con successo e mostra apertamente come fa (anche quando sbaglia) allora sei sul sito giusto. Condividi il Tweet

 

Quando ho trovato il coraggio di investire in autonomia NON trovavo chi mi potesse illuminare senza provare anche a vendermi qualcosa.

 

Io non volevo più consigli di investimento (ne avevo abbastanza), ma solo sapere che si potesse fare. Punto.

Leggere quello che faccio potrebbe ispirarti a capire quanto ti conviene investire in autonomia e quali errori evitare.

Stai leggendo uno dei siti più popolari in Italia sugli strumenti di investimento alternativi e sulle rendite passive.

Mettiti comodo e leggi cosa mi ha portato qui.


Perché condivido gli affari miei?

Io non tengo segreti i miei investimenti perché condividerli mi ha aiutato ad essere coerente e a migliorarmi.

Per anni ho speso tutto quello che guadagnavo mentre mi avviavo al disastro finanziario.

Pensavo fosse normale così. Lo facevano tutti.

Oggi investo con criterio tutto quello che ho, non lascio denaro sul conto.

Da quando non chiedo più consiglio a nessuno su come investire ho già triplicato i miei assets.

Ho scoperto che il tempo e la conoscenza sono i miei alleati e non torno indietro.

Molto presto le mie spese saranno inferiori a quanto rendono i miei investimenti.

Dunque sarò libero di scegliere se continuare a lavorare o fare solo quanto mi piace.

Se pensi siano favole allora guarda, sei davvero sul sito adatto a te.

Il mio errore più grande è stato non fare nulla per anni-2

Perché questo sito si chiama “Rendite Passive”?

È un nome di dominio un pò cialtrone, ma volevo la tua attenzione.

L’ho avuta, adesso leggi cosa ho da darti.

Una rendita passiva è una entrata di denaro non collegata al lavoro attivo.

A me piace generarne più d’una e il modo più semplice che ho trovato è investendo ad alto rendimento controllando i rischi.


Rendita passiva per non lavorare?

Lasciare appena possibile il lavoro e dedicarsi solo a ciò che piace di più è un desiderio molto diffuso nelle comunità di indipendenza finanziaria e anche a me sembra un buon proposito.

Tuttavia io amo troppo ciò che faccio per pensare di smettere al momento, quindi continuo a ricercare, sperimentare e sviluppare nuove strategie per generare rendite ed occuparmi di web marketing.

Io non vedo l’ora di uscire dal letto al mattino per lavorare, fare, investire, comunicare.

Sono felice di condividere come faccio funzionare gli strumenti finanziari per moltiplicare il mio risparmio e generare rendite sostanzialmente automatiche o a bassa manutenzione.

Se però mi facesse schifo il mio lavoro allora si, le rendite passive sarebbero l’unica risorsa per limitare lo strazio di lavorare fino a 69 anni.


I rischi?

Ho capito abbastanza tardi qual era il vero rischio nel mondo degli investimenti.

Il rischio vero era solo di non tirare fuori gli “attributi” e continuare a sbagliare dove sbagliano tutti per paura di prendersi la responsabilità del loro futuro finanziario.

Chi conoscevo (a parte mio padre che sa gestire bene i suoi asset da autodidatta) non aveva nulla da insegnarmi su come valorizzare il denaro guadagnato. Tutti ne delegavano la gestione, ovviamente non funzionava e quindi si lamentavano al bar del “sistema malato”. 

Vedevo una grossa ostinazione a pretendere risultati diversi pur continuando a fare lo stesso errore.

Era normale non pretendere nulla dai propri risparmi, ma io non ci stavo e risparmiare senza investire non mi portava da nessuna parte.

Follia è afre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi renditepassive

Non ne potevo più.

Non potevo imparare da chi ne sapeva meno di me e così ho scelto accuratamente da chi apprendere. Ho anche pagato per imparare e senza rimorsi.

Durante l’apprendimento ho anche iniziato ad agire, poi a imparare dagli errori.

Ci sono voluti anni e non ho affatto smesso. Continuo a scoprire opportunità che devo cogliere e prepararmi a prenderle.

È bellissimo.


Ho mai perso soldi?

Assolutamente si.

Come?

Finora le mie perdite più grandi sono state causate senza dubbio dal non fare nulla e lasciare che i miei risparmi marcissero sul conto corrente.

Io avevo provato a investire più volte ma mi era andata male. Sospetto che chi mi consigliava come investire fosse in conflitto di interesse.


Questo blog nasce da lontano, dalla frustrazione che provavo quando a circa 24 anni cominciai ad avere sul conto più soldi di quelli che mi servivano.

Fino a quel momento spendevo tutto (..anche un può di più in realtà, grazie alle carte di credito) e il problema non sussisteva.

In banca non mi chiedevano di pagare per darmi consigli su come investire, io sentivo che qualcosa non andava ma non capivo cosa fosse.


Insoddisfatto dei risultati, ma ancora troppo ignorante per fare da solo andai in Posta.

Aprii un libretto cartaceo e investii in buoni postali indicizzati all’inflazione e non. Mi sembrava una cosa seria, lo avevano fatto anche i miei nonni.

Invece serio magari lo era stato, ma ora non rendeva più nulla e l’inflazione era diventata solo un ricordo del passato.

Performance dell’investimento: Non pervenuta.

Ci ho messo anni prima di ribellarmi e capire che ero solo e nessuno mi avrebbe aiutato.

I miei stupidi soldi sul conto e io a chiedere aiuto su come investirli. Mi sentivo come un gallo a cui tutti i passanti strappavano una piuma fino a trasformarmi in un pollo.

Che sensazione di melma.

Avrei potuto lavorare di più e per sempre ma non avrei mai cambiato davvero la mia situazione finanziaria.

Col senno di poi sono estremamente grato a tutti gli uomini con cravatte oscene che mi hanno fatto investire nei LORO fondi preferiti.

Sono grato alla mia consulente finanziaria delle Poste che NON sapeva rispondere alle mie semplici domande.

Senza di loro probabilmente sarei ancora lì a pensare che in fondo “era normale” che non guadagnassi mai niente con i loro PAC e con i super-fondi a gestione attiva e che non c’erano alternative.

Avrei preso un’altra Becks e avrei continuato a lamentarmi del governo ladro e dell’umidità.

Quando ho iniziato a capire come funzionava l’interesse composto e come lo usavano gli altri mi sono detto che dovevo imparare prima possibile a fare da me.Stava diventando tardi per procrastinare ancora. Il tempo era un fattore chiave e stava passando.

Quei numeri mi facevano girare la testa e mi toglievano il sonno.

Ma non avevo il coraggio. Che sfigato.

Continuavo a studiare finanza personale e investimenti mentre internet diventava sempre più ricco delle informazioni che cercavo.

Più cercavo, più trovavo, più apprendevo ma non avevo le palle di iniziare a fare da me.


Sono poi passato al robo-advisoring, il mio consulente era un algoritmo.

Figata?

Di sicuro una via di mezzo a costi onesti e performance nella regola.

Qualcosa già mi funzionava meglio ed ho capito che solo io ero la soluzione.

Se ce la faceva un algoritmo allora potevo farcela anch’io.

Contemporaneamente un mio caro amico mi introdusse al trading online (non Forex e sciocchezze simili). Questo ragazzo non è un cialtrone, condivide i risultati senza fare il guru col segreto del piffero magico.

Dopo pochi mesi anch’io comincio a godere di essere seduto sul tavolo a più alta competizione del mondo.

Era il tavolo di chi vuole fare i soldi usando i soldi ed è lì che VOGLIO stare.

Se sono ancora seduto a quel tavolo dopo tanti anni è solo perché NON feci l’errore che faceva il 90% dei partecipanti che vedevo entrare e uscire subito.

L’errore di chi abbandonava il tavolo era la presunzione di poter battere chi era seduto lì da molto prima.

Me me accorsi in tempo e tornai umilmente a formarmi per poi risedermi con le carte in regola per vincere.

Vinsi.

Battevo il mercato regolarmente e all’apice della performance fui in netto gain per 37 mesi di fila.

Purtroppo qualche anno dopo capii anche che il prezzo da pagare se volevo vivere di trading era immenso. La salute mentale veniva prima dei soldi.

Me ne accorgo in tempo e riduco il ritmo prima di giocarmi tutti i neuroni.

Non è tutto merito mio neanche questa volta. Io ho la ragazza più fantastica del creato di fianco a me.


Il mio obiettivo oggi è continuare a moltiplicare i miei asset usando tutti i mezzi meno impegnativi e rischiosi a disposizione mentre continuo a cercarne di nuovi.

Sono troppi, quindi mi concentro sullo scoprire come tirare fuori il massimo da quelli migliori.

Non esiste il rischio zero quindi il grosso del mio lavoro è evitare di perdere soldi e stare sul mercato più tempo possibile col massimo profitto.

Non esiste una ricetta perpetua. Tutto quello che funzionava 10 anni fa è stato spazzato via.

Se investissi ancora in BOT, pronti contro termine e conti deposito vincolati so che non andrei sicuro da nessuna parte.

Con questa certezza in tasca so che devo darmi da fare e condividere quello che faccio con te che leggi mi sta aiutando a fare ancora meglio.


Ogni due settimane circa invio una email con gli strumenti che sto testando e i risultati che ottengo investendo in assoluta autonomia.

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Tra i lettori ci sono:

  • persone che investono già in autonomia con successo
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  • giornalisti finanziari
  • consulenti e banchieri

…ma soprattutto gente come me che non trovava la forza di iniziare a investire in autonomia e a prendere le decisioni che portano alla serenità finanziaria.

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Il linguaggio che uso io è semplice, quasi irritante per gli esperti del settore. Il punto è che io voglio essere comprensibile in un settore dove spesso si abusa di paroloni e inglesismi per darsi un tono.

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Tu che fai, vieni?

 

Ho solo il rimorso di aver iniziato troppo tardi a trovare modi per gestire le mie risorse. Dopo mesi di letture, questo blog mi ha aperto la mente perché mi ha semplificato la comprensione del problema. Avere finalmente qualcuno che racconta come ha fatto senza filtri mi ha sbloccata e presto (spero) sarò finanziariamente indipendente.

 

Martina / Facebook

Questo blog mi ha ispirato a clonare le strategie usate per ottenere gli stessi risultati. Come sempre risulta facile fare cose difficili se.. sai farle o se hai un amico che le fa già.

 

Daniele / Facebook

Avevo già iniziato ad usare “Housers” senza averci capito troppo. Davano lo spot in TV e mi iscrissi per provare. Su questo blog ho trovato tanti altri strumenti interessanti, ed uno alla volta li sto provando tutti.

Silvio