Calcolo Stipendio Netto Online

Con una RAL di 30.000 euro e 13 mensilità, lo stipendio netto è di circa 1.800 euro al mese. La cifra esatta dipende da regione, mensilità e tipo di contratto. Inserisci i tuoi dati qui sotto e la vedi subito, con la scomposizione tra contributi, IRPEF e addizionali.

Calcolatore stipendio netto 2026

Aliquote IRPEF e cuneo fiscale aggiornati alla Legge di Bilancio 2026

È il lordo annuo che trovi in busta paga o nel contratto.

Stipendio netto mensile stimato
Netto annuo
Contributi INPS
IRPEF stimata
Addizionali stimate

La cifra è una stima. Il netto reale varia in base a comune, CCNL, familiari a carico e detrazioni personali.


Come si calcola lo stipendio netto dalla RAL

Per passare dalla RAL allo stipendio netto servono quattro passaggi. Prima si togliono i contributi INPS, poi si calcola l’IRPEF sull’imponibile che resta, poi si sottraggono le detrazioni e infine le addizionali regionale e comunale.

  1. Contributi INPS. Si toglie dalla RAL il 9,19% per la maggior parte dei dipendenti privati, l’8,80% per i pubblici, il 5,84% per gli apprendisti. Quello che resta è il reddito da lavoro.
  2. Cuneo fiscale. Se il reddito non supera i 20.000 euro, una quota non entra nell’imponibile e quindi non viene tassata.
  3. IRPEF e detrazioni. Sull’imponibile si applicano i tre scaglioni, poi si sottraggono la detrazione per lavoro dipendente e quella legata al cuneo fiscale.
  4. Addizionali locali. Sullo stesso imponibile si pagano l’addizionale regionale e quella comunale, che cambiano in base a dove abiti.

La RAL non è quindi il tuo stipendio, è il punto di partenza. Tra RAL e netto, per un reddito medio, se ne va tra il 20% e il 30%. Il calcolatore qui sopra applica questi quattro passaggi ai tuoi numeri e ti mostra quanto finisce in contributi, quanto in IRPEF e quanto in addizionali.

Scaglioni IRPEF 2026: le tre aliquote

Dal 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre e sono definitivi: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% sopra i 50.000. La Legge di Bilancio 2026 ha abbassato l’aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33%.

Scaglione di redditoAliquota 2026Aliquota 2025
Fino a 28.000€23%23%
Da 28.001€ a 50.000€33%35%
Oltre 50.000€43%43%
Aliquote stabilizzate dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

L’aliquota si applica solo alla porzione di reddito che ricade in quello scaglione, non a tutto il reddito. È un errore comune pensare che superare i 28.000 euro faccia pagare il 33% su tutto. Non è così: guadagnare un euro in più non ti fa mai perdere soldi.

Resta confermata la no tax area a 8.500 euro: sotto quella soglia, grazie alle detrazioni, l’IRPEF è zero. Il taglio del secondo scaglione vale fino a 440 euro l’anno di risparmio, che però per i redditi oltre i 200.000 euro viene neutralizzato con una riduzione equivalente delle detrazioni.

Il cuneo fiscale 2026 in busta paga

Dal 2026 il taglio del cuneo fiscale è strutturale e non va più rinnovato ogni anno. Funziona su due binari diversi a seconda del reddito, e incide direttamente sul netto che ti arriva ogni mese.

  • Redditi fino a 20.000 euro: una somma non concorre a formare il reddito, quindi non viene tassata. Vale il 7,1% fino a 8.500 euro, il 5,3% tra 8.500 e 15.000, il 4,8% tra 15.000 e 20.000.
  • Redditi tra 20.001 e 32.000 euro: spetta una detrazione aggiuntiva di 1.000 euro sull’IRPEF lorda.
  • Redditi tra 32.001 e 40.000 euro: la detrazione da 1.000 euro si riduce progressivamente e si azzera a 40.000.

È questo meccanismo che spiega una cosa che noterai usando il calcolatore: tra 32.000 e 40.000 euro di RAL l’aliquota effettiva sale più rapidamente. Non è un errore, è il cuneo fiscale che si spegne mentre si entra nello scaglione al 33%.


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Detrazioni per lavoro dipendente e familiari a carico

Le detrazioni non abbassano il reddito, abbassano direttamente l’imposta. Sono uno sconto sull’IRPEF già calcolata, e il datore di lavoro le applica ogni mese in busta paga senza che tu debba chiedere nulla.

DetrazioneImporto 2026
Lavoro dipendente, reddito fino a 15.000€1.955€ (minimo 690€, 1.380€ a tempo determinato)
Lavoro dipendente, da 15.000€ a 50.000€Decrescente, si azzera a 50.000€
Ulteriore detrazione, redditi 25.000-35.000€65€ l’anno
Coniuge a caricoFino a 800€
Figlio a carico tra 21 e 30 anniFino a 400€
Altro familiare convivente a caricoFino a 750€

Attenzione a un punto che genera molta confusione: per i figli sotto i 21 anni non esiste più la detrazione IRPEF, sostituita dall’Assegno Unico Universale, che arriva dall’INPS e non passa dalla busta paga. Se hai figli piccoli, l’importo lo verifichi con il simulatore ufficiale INPS, non con un calcolatore di stipendio.

Un’altra regola importante: il totale delle detrazioni non può superare l’IRPEF lorda. Se hai molte spese detraibili e un’imposta bassa, l’eccedenza si perde.

Quanto incide la regione di residenza

La regione cambia il netto, ma meno di quanto si dica. Su una RAL di 35.000 euro, la differenza tra la regione più economica e la più cara vale circa 420 euro all’anno, cioè poco più di 30 euro al mese.

RegioneAddizionaleNetto mensileAddizionali all’anno
Friuli Venezia Giulia0,70%2.025€413€
Lombardia1,23%2.012€582€
Toscana1,42%2.008€642€
Piemonte1,62%2.003€706€
Lazio2,03%1.993€836€
RAL 35.000€, 13 mensilità, dipendente privato. Include l’addizionale comunale stimata allo 0,6%.

Le regioni possono fissare l’addizionale tra lo 0% e un massimo del 3,33%. In pratica oscillano tra lo 0,70% e il 2,03%, e le regioni sotto piano di rientro sanitario applicano le aliquote più alte. Alcune usano scaglioni progressivi invece di un’aliquota unica, quindi il valore esatto dipende anche dal tuo reddito.

A questa si aggiunge l’addizionale comunale, che ogni comune fissa tra lo 0% e lo 0,9%. Nel calcolatore uso una media dello 0,6%, che è il valore tipico dei comuni capoluogo. Se il tuo comune non la applica, il tuo netto reale sarà un po’ più alto di quello stimato.

RAL, lordo mensile e netto: le differenze

La RAL è la retribuzione annua lorda: tutto quello che l’azienda ti riconosce in un anno, compresi contributi a tuo carico, superminimi e mensilità aggiuntive. Il lordo mensile è la RAL divisa per le mensilità. Il netto è quello che arriva sul conto.

  • RAL: 35.000€, il numero che compare nell’offerta di lavoro
  • Lordo mensile: 2.692€ su 13 mensilità
  • Netto mensile: circa 2.012€, cioè il 75% del lordo

Se stai valutando un’offerta di lavoro ti serve il percorso inverso: conosci il netto che vuoi e devi capire quale RAL chiedere. Nel calcolatore in cima alla pagina, il pulsante “dal netto alla RAL” fa esattamente questo. È il calcolo più utile in fase di trattativa, perché ti dice quale cifra mettere sul tavolo per arrivare al netto che hai in mente.

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Esempi pratici: dalla RAL al netto

Ecco quanto resta in tasca a diversi livelli di RAL, per un dipendente privato in Lombardia con 13 mensilità.

RALNetto mensileNetto annuoPeso di tasse e contributi
20.000€1.289€16.759€16,2%
25.000€1.574€20.460€18,2%
30.000€1.809€23.523€21,6%
35.000€2.012€26.160€25,3%
40.000€2.163€28.119€29,7%
50.000€2.522€32.789€34,4%
60.000€2.912€37.860€36,9%
Stime con aliquote 2026. Il netto reale varia per CCNL, comune di residenza e detrazioni personali.

Il dato interessante è l’ultima colonna. Passando da 20.000 a 60.000 euro di RAL, il peso di tasse e contributi più che raddoppia, dal 16% al 37%. Ogni aumento di stipendio arriva in tasca sempre più ridotto, ed è il motivo per cui, oltre una certa soglia, contano più il welfare aziendale e i fringe benefit di un aumento lordo.


Ora che conosci il tuo netto, fallo crescere

Conoscere il netto è metà del lavoro. L’altra metà è decidere cosa farne, perché i soldi fermi sul conto perdono valore ogni anno per effetto dell’inflazione.

La regola che seguo da anni è semplice: appena conosci il netto, decidi una percentuale fissa da mettere via ogni mese, anche piccola, e automatizzala. Con un piano di accumulo da 150 euro al mese, in trent’anni al 7% medio si arriva oltre 180.000 euro contro 54.000 versati. La differenza la fa l’interesse composto, non lo stipendio.

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Quanto costi davvero alla tua azienda

Una RAL di 30.000 euro costa all’azienda circa 39.400 euro all’anno. Alla retribuzione lorda si aggiungono i contributi previdenziali a carico del datore, intorno al 23,81%, e l’accantonamento del TFR, pari al 7,41%. In totale una maggiorazione di circa il 31%.

VoceSu una RAL di 30.000€
Retribuzione annua lorda30.000€
Contributi a carico dell’azienda (23,81%)7.143€
Accantonamento TFR (7,41%)2.223€
Costo totale per l’azienda39.366€
Quello che arriva a te, netto23.523€ (60% del costo aziendale)

Questo numero è il più utile in una trattativa salariale, e quasi nessuno lo conosce. Su ogni euro che l’azienda spende per te, ne arrivano in tasca circa sessanta centesimi. È anche la ragione per cui, oltre una certa soglia, chiedere welfare o benefit può convenire più di un aumento lordo: costano meno all’azienda e ti arrivano quasi interi.

Il calcolatore in cima alla pagina ti mostra il costo aziendale insieme al netto, così sai da entrambi i lati quanto vale il tuo contratto.

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Cosa questo calcolatore non considera

Preferisco dirti io dove la stima può scostarsi dalla tua busta paga, invece di promettere una precisione che nessun calcolatore online può garantire. Ecco i limiti, in ordine di impatto.

  • Addizionale comunale: uso una media dello 0,6%, il valore tipico dei capoluoghi. Il tuo comune può applicare da 0% a 0,9%: la differenza vale fino a 200-250 euro l’anno. Milano ad esempio applica lo 0,4%, quindi a Milano il tuo netto reale è un po’ più alto della stima.
  • Familiari a carico: il calcolatore non include le detrazioni per coniuge, figli tra 21 e 30 anni e altri familiari conviventi, che valgono fino a 800, 400 e 750 euro l’anno. Se ne hai, il tuo netto reale è più alto della stima.
  • Trattamento integrativo tra 15.000 e 28.000 euro: sotto i 15.000 euro di reddito lo applico automaticamente. In quella fascia invece la legge lo concede solo a chi ha detrazioni personali superiori all’IRPEF lorda, cosa che un calcolatore non può sapere, quindi non lo applico. Molti calcolatori lo regalano a tutti: il loro netto risulta più alto di circa 1.200 euro l’anno, ma per il lavoratore standard quel bonus non spetta.
  • CCNL e contributi di categoria: uso l’aliquota INPS standard del 9,19%. Alcune aziende con più di 15 dipendenti applicano il 9,49%, e settori come spettacolo o trasporto aereo hanno regole proprie. Differenza tipica: qualche decina di euro al mese.
  • Detrazioni personali: spese mediche, interessi del mutuo, ristrutturazioni. Arrivano col 730, non in busta paga, quindi nessun calcolatore di stipendio le può includere.
  • Fringe benefit e welfare aziendale: hanno regole a sé e non sono nel calcolo. Se la tua azienda te li offre, il tuo vantaggio reale è superiore alla stima.
  • Casi particolari: lavoro domestico, rientro dei cervelli, esonero contributivo per madri con tre o più figli. Hanno regole dedicate che questo strumento non gestisce.

Fringe benefit e welfare: la trappola della soglia

Sui benefit c’è una regola che conviene conoscere perché può costare cara. I fringe benefit in beni e servizi, come buoni acquisto, rimborsi utenze o auto aziendale, sono esenti fino a 1.000 euro l’anno, che diventano 2.000 se hai figli fiscalmente a carico. Ma se superi la soglia anche di un euro, diventa tassabile l’intero importo, non solo l’eccedenza.

Significa che 1.001 euro di fringe benefit ti lasciano in tasca meno di 1.000 euro esatti. È proprio per questa regola che non li includo nel calcolatore: il loro effetto dipende dal superamento o meno della soglia, e va verificato caso per caso col tuo ufficio del personale.

Il welfare aziendale in senso proprio funziona in modo diverso e più favorevole. Versamenti al fondo pensione, abbonamenti al trasporto pubblico, spese di istruzione dei figli e assistenza a familiari anziani seguono limiti separati e non consumano il plafond dei fringe benefit. Su un reddito medio-alto, dove ogni euro di aumento lordo viene tassato al 33% o al 43%, chiedere welfare invece di un aumento è spesso la scelta più conveniente.

In sintesi: la stima è prudente e per un dipendente standard si avvicina molto alla busta paga reale. Se il tuo netto vero risulta un po’ più alto, quasi sempre è merito di un’addizionale comunale bassa, di familiari a carico o di detrazioni personali. Se ti serve il valore esatto al centesimo, fa fede la busta paga o il tuo consulente del lavoro.

Fonti: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, G.U. n. 301) per scaglioni IRPEF e cuneo fiscale strutturale; aliquote contributive INPS lavoratori dipendenti; aliquote addizionali regionali 2026 pubblicate dalle singole regioni.
Aliquote aggiornate a Agosto 2026. Prossima revisione prevista: ottobre 2026.


Domande frequenti sul calcolo dello stipendio netto

Quanto è il netto di 30.000 euro lordi?

Con una RAL di 30.000 euro, un dipendente privato in Lombardia con 13 mensilità prende circa 1.809 euro netti al mese, cioè 23.523 euro netti all’anno. Tasse e contributi pesano il 21,6% circa. La cifra cambia in base a regione, comune, mensilità, familiari a carico e detrazioni personali.

Come si calcola la RAL dallo stipendio netto?

Serve il percorso inverso: si parte dal netto mensile, si moltiplica per le mensilità e si risale aggiungendo addizionali, IRPEF al netto delle detrazioni e contributi INPS. Il calcolo manuale è complesso perché le detrazioni dipendono dal reddito stesso. Nel calcolatore in cima a questa pagina puoi passare alla modalità dal netto alla RAL e ottenere la stima in un secondo.

L’apprendistato fa pagare meno tasse?

Paga meno contributi, non meno tasse. L’apprendista versa il 5,84% di contributi INPS invece del 9,19%, quindi a parità di RAL il netto è più alto. L’IRPEF invece si calcola con le stesse aliquote e le stesse detrazioni di qualsiasi altro dipendente.

Il part time cambia il calcolo dello stipendio netto?

No, il metodo è identico. Basta inserire la RAL effettivamente percepita per il part time e il calcolo funziona nello stesso modo. Il netto risulterà proporzionalmente più alto in percentuale, perché un reddito più basso beneficia di più del cuneo fiscale e delle detrazioni per lavoro dipendente.

Perché il netto in busta paga è diverso da quello calcolato?

Le differenze più comuni dipendono dal CCNL applicato, che può prevedere contributi di categoria aggiuntivi, dall’addizionale comunale del tuo comune specifico, dai familiari a carico e da detrazioni personali come spese mediche o interessi del mutuo, che il calcolatore non conosce. Un calcolatore dà una stima utile per orientarsi e per valutare un aumento, non il valore esatto della busta paga.


Chi ha costruito questo calcolatore. Sono Sal Cocurullo, investitore autonomo dal 2006 e fondatore di RenditePassive.net. Ho scritto la logica di questo strumento sulle aliquote della Legge di Bilancio 2026 e ti mostro la scomposizione completa tra contributi, IRPEF e addizionali, insieme ai limiti dichiarati del calcolo, invece di un numero solo senza spiegazione. Chi sono →

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